Nuova rissa in piazza Sant’Anna, nel cuore della movida palermitana, nella notte tra il 14 e il 15 agosto: bottiglie lanciate in aria e, secondo la testimonianza di un residente, nessun presidio delle forze dell’ordine sul posto al momento dei fatti. L’episodio riaccende i riflettori su una delle “zone rosse” individuate dalla prefettura per il controllo rafforzato della sicurezza. Lo riporta il Giornale di Sicilia.
La segnalazione di un cittadino sarebbe giunta al vicepresidente della Prima circoscrizione, Antonio Nicolao, che l’avrebbe girata al questore e al capo di gabinetto, chiedendo verifiche sulle condizioni di sicurezza della piazza. Il consigliere è già intervenuto più volte in passato per portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà di chi vive nel centro storico, alle prese con rumori, disordini e risse notturne.
Nella segnalazione, il cittadino descrive quanto visto rincasando insieme a un amico: «Questa notte (tra il 14 e il 15, ndr) tornando a casa, passando per piazza Sant’Anna, ho assistito assieme a un mio amico all’ennesima rissa tra extracomunitari, con bottiglie che volavano e non c’era il presidio di polizia perché a quanto pare erano già andati via». Sulla presenza di cittadini stranieri coinvolti va precisato che si tratta di un dettaglio riferito dal testimone, non ancora confermato da accertamenti ufficiali. Nicolao ha comunque giudicato la segnalazione abbastanza circostanziata da girarla immediatamente agli uffici competenti.
A rendere la vicenda più delicata è la collocazione della piazza tra le aree sensibili individuate dalla prefettura, proprio per le criticità già registrate nelle zone della movida palermitana, con l’obiettivo di intensificare i controlli negli orari più a rischio. Nonostante questo, gli episodi continuano a verificarsi: non è la prima volta che Sant’Anna finisce sotto i riflettori per fatti simili. A gennaio, dopo una violenta colluttazione scoppiata davanti a un pub, il questore aveva disposto la chiusura del locale per cinque giorni, applicando l’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: quella rissa, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si era allargata anche all’esterno, coinvolgendo passanti e avventori. Il mese scorso, un’altra colluttazione aveva visto protagonisti una decina di giovani, tra pugni, schiaffi e arredi del dehors usati come armi improvvisate.
Sul quadro complessivo pesa anche la presenza dello spaccio e del consumo di droga nell’area del centro storico, fenomeno che si somma agli altri elementi di criticità e resta costantemente sotto osservazione. Movida, alcol, sostanze stupefacenti e tensioni si intrecciano così in una zona che ogni notte richiama migliaia di persone.
L’episodio di Ferragosto riapre dunque un interrogativo sull’efficacia del dispositivo di sicurezza, senza che se ne possa dedurre automaticamente un’insufficienza dei controlli: il residente riferisce soltanto di non aver trovato il presidio nel momento della rissa, apprendendo che gli agenti si erano già allontanati. Resta comunque aperto il confronto su come conciliare le esigenze di chi vive la movida — locali, attività economiche e migliaia di visitatori notturni — con quelle dei residenti, che chiedono di poter attraversare le piazze del centro senza il timore di restare coinvolti in episodi di violenza.
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