Il gioco pubblico in Italia alla prova del 2026: tra crescita digitale e urgenza di riordino

Analisi di un comparto da 160 miliardi di euro che attende la piena attuazione della riforma per garantire stabilità e tutela
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Una vera e propria industria, anche tra le più dinamiche e le più complesse. Il gioco pubblico italiano si conferma un settore in grande crescita nell’economia italiana. E a dirlo sono soprattutto i numeri: raccolta complessiva ormai superiore ai 160 miliardi di euro, +515% rispetto a vent’anni fa. Un’espansione trainata principalmente dal comparto online, che con 92 miliardi di euro ha staccato stabilmente il gioco su rete fisica, fermo a circa 65 miliardi.

Una vera e propria industria, anche tra le più dinamiche e le più complesse. Il gioco pubblico italiano si conferma un settore in grande crescita nell’economia italiana. E a dirlo sono soprattutto i numeri: raccolta complessiva ormai superiore ai 160 miliardi di euro, +515% rispetto a vent’anni fa. Un’espansione trainata principalmente dal comparto online, che con 92 miliardi di euro ha staccato stabilmente il gioco su rete fisica, fermo a circa 65 miliardi.

La transizione verso l’ecosistema digitale ha ridefinito gli equilibri del mercato, portando l’innovazione tecnologica al centro dei processi operativi. L’intelligenza artificiale e i sistemi di monitoraggio avanzati sono oggi strumenti indispensabili per la gestione del rischio e la prevenzione dei comportamenti problematici. Eppure, l’integrazione di queste tecnologie si scontra con un quadro legislativo che fatica a tenere il passo.”Il vero ostacolo alla modernizzazione non è la mancanza di soluzioni tech, ma un cronico gap normativo-tecnologico che rallenta l’espansione e l’aggiornamento del settore. Mentre gli operatori investono in algoritmi predittivi per la sicurezza, le leggi che dovrebbero normarli restano ancorate a modelli analogici ormai superati dalla realtà del mercato“, – ci spiegano gli esperti della redazione di senzadeposito.org.

Il nodo centrale rimane l’attuazione della Legge Delega n. 111 del 2023, operativo per il gioco online mentre il riordino del gioco fisico è stato ulteriormente prorogato ad agosto 2026. Uno stallo che impedisce il bando di nuove gare per le concessioni di scommesse, apparecchi e bingo, che potrebbero garantire allo Stato entrate per oltre 2 miliardi di euro. Da tempo gli operatori denunciano come l’assenza di un testo unico generi conflitti tra Stato ed enti locali, creando regole non omogenee sul territorio che frenano gli investimenti industriali. “Senza una riforma strutturale definitiva, il settore continuerà a operare in un regime di incertezza che danneggia tanto le imprese quanto l’erario. Serve un quadro legislativo unico che armonizzi le competenze e offra una visione di lungo periodo a un’industria che sostiene l’occupazione di 147.000 lavoratori“, sottolineano da senzadeposito.org. Oltre agli aspetti economici, poi resta aperta la sfida della percezione sociale. Nonostante il gioco contribuisca per l’1,1% al PIL e garantisca 11,5 miliardi di gettito fiscale, l’opinione pubblica mantiene una visione spesso negativa, associando il comparto esclusivamente al rischio di dipendenza. Le nuove norme che impongono di investire lo 0,2% dei ricavi netti in attività di promozione del gioco responsabile rappresentano un passo avanti, ma richiedono un impegno che vada oltre il semplice adempimento burocratico.

Fondamentale adesso è anche promuovere un deciso cambio di visione sul gioco, Non deve essere più percepito come un problema da arginare, ma come un’attività economica regolata e sicura, dove la responsabilità sociale diventa un asset fondamentale per la sostenibilità stessa del comparto. Un comparto che ha necessità di guardare al futuro”, – concludono da senzadeposito.org.

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