Ismaele la Vardera candidato Presidente della Regione, i nomi di chi lo affiancherà

La Vardera candida "Ismaele" per la Presidenza Sicilia. Presenta Comitato tecnico con docenti e medici. Attacca Meloni e Schifani
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La Vardera candida "Ismaele" per la Presidenza Sicilia. Presenta Comitato tecnico con docenti e medici. Attacca Meloni e Schifani

Questa mattina a Palazzo dei Normanni, il leader di Controcorrente ha svelato la sua strategia per le elezioni regionali siciliane. Non è stata una conferenza stampa convenzionale: niente promesse di poltrone, niente annunci di assessori. Solo una scelta comunicativa forte e un metodo diverso rispetto al passato della politica siciliana.

Un simbolo senza cognome, solo il nome

Ismaele La Vardera ha deciso di rompere gli schemi. Il simbolo della sua candidatura a presidente della Regione non riporta il suo cognome, ma solo il nome di battesimo. “Quando sono in giro tutti mi chiamano per nome ed è anche bello così”, ha spiegato il candidato durante la presentazione. Una scelta che vuole rappresentare la sua vicinanza ai cittadini, lontano da formalismi e distacchi dal territorio. “Voglio essere il presidente di tutti, quello vicino alla gente che non ha bisogno di orpelli”, ha aggiunto.

L’onda della sua candidatura, secondo quanto dichiarato, ha già toccato sette comuni su 391. Un movimento che La Vardera descrive come già avviato, una campagna che parte dal basso e non dalla solita macchina amministrativa.

La Vardera candida "Ismaele" per la Presidenza Sicilia. Presenta Comitato tecnico con docenti e medici. Attacca Meloni e Schifani

Il Comitato tecnico scientifico: nomi di spessore

Chi si aspettava gli annunci dei tre assessori designati è rimasto deluso. La Vardera ha preferito presentare il Comitato tecnico scientifico che lavorerà alla stesura del programma di governo. E qui i nomi contano davvero. Docenti universitari, dirigenti regionali esperti, professionisti di levatura nazionale. Tra loro spiccano:

Andrea Cirà, ordinario di Economia; Maria Cristina Stimolo, già dirigente generale del dipartimento degli affari extraregionali; Michele Segretario, ricercatore dell’università di Berkeley specializzato in migrazioni; Francesco Paolo Tocco, professore di storia medievale a Messina; Giuseppe Lo Presti, docente all’accademia di belle arti di Palermo.

Nel settore sanitario, Francesco Caronia, il medico coraggio noto per le sue battaglie, e Giovanni Di Vita, cardiologo responsabile della terapia intensiva cardiologica all’ospedale di Sciacca. Per lo sport, Elena Pantaleo, campionessa mondiale di kickboxing. Infine, Giuseppe Alessi, architetto e nipote del primo presidente della Regione Siciliana. “Nomi straordinari che dimostrano la caratura del nostro progetto, a dispetto di chi dice che non abbiamo esperienza, la migliore esperienza é ripartire dalle competenze”, dice la Vardera.

Un messaggio chiaro al centrosinistra

“Ora la coalizione non ha più scuse”, ha dichiarato La Vardera rivolgendosi agli alleati politici del campo largo. “Abbiamo messo sul tavolo il nostro programma e nomi di primissimo livello”. Il candidato ha voluto respingere l’idea che si tratti di una fuga in avanti: “Non siamo solo denuncia, siamo anche proposta concreta”. La sfida è lanciata: una Sicilia pulita, trasparente e basata sulla competenza, non su nomine di convenienza politica. “Per le poltrone c’è tempo”, ha detto chiaramente La Vardera, “oggi il metodo è quello che conta”.

L’attacco a Giorgia Meloni

Non è mancato il richiamo alle frizioni con la premier Giorgia Meloni. La Vardera ha criticato aspramente il messaggio ricevuto, sottolineando come sia fuori luogo criticare la sua azione mentre il mondo attraversa una crisi, esiste una guerra in corso e Sigonella è nel mirino. Ha chiesto pubblicamente alla premier di tornare in sé e di “mandare a casa il governo Schifani”, applicando in Sicilia gli stessi criteri di rigore morale che usa a Roma.

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