Una scossa violenta nel cuore della notte, poi un’altra a distanza di soli tre minuti. Palermo si è svegliata di soprassalto nelle prime ore del 21 marzo, mentre il Mar Tirreno meridionale tremava con uno sciame sismico che ha tenuto col fiato sospeso l’intera costa settentrionale della Sicilia.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha registrato almeno 15 eventi sismici tra l’1.19 e le 4.28, con epicentro in mare, a circa 60 chilometri a nord della costa siciliana e 15 chilometri a ovest di Alicudi, nelle Isole Eolie.
La scossa più forte — magnitudo 4.6, profondità 29 chilometri — ha colpito alle 2.46. Tre minuti dopo, alle 2.49, una seconda scossa di magnitudo 4.3 ha interessato la stessa area, a 11 chilometri di profondità. Entrambe sono state chiaramente avvertite nell’arcipelago eoliano e lungo tutta la fascia costiera fino al capoluogo.

Nelle abitazioni di Palermo, i segni del terremoto sono stati inequivocabili. “Ho visto la bacheca di vetro tremare”, racconta una residente. Un altro testimone riferisce di “un lieve boato percepito poco prima del movimento”, seguito da lampadari che oscillavano. La paura è stata tanta, ma al momento non si registrano danni a persone o cose né lungo la costa né nell’entroterra.
Alle due scosse principali hanno fatto seguito numerose repliche di intensità minore, comprese tra magnitudo 2.0 e 3.0. Tra le 2.53 e le 3.14 si sono susseguite scosse nelle acque delle Eolie, con magnitudini tra 2.1 e 2.9 e profondità variabili tra 10 e 27 chilometri. Altre quattro repliche, con magnitudo tra 2.0 e 2.8, si sono registrate tra le 3.25 e le 4.02.
L’Ingv sottolinea che negli ultimi 30 giorni erano già stati localizzati circa 30 terremoti a sud-est della zona colpita stanotte: il più forte, di magnitudo 3.6, risale al 14 marzo scorso. La zona è riconosciuta tra quelle ad alta pericolosità sismica nel territorio nazionale, come confermato dalla Mappa MPS04 e dalla storia sismica della regione eoliana. Lo sciame di questa notte riporta all’attenzione la fragilità di un tratto di mare che non smette di muoversi.
