Cinquanta persone contro i vigili del fuoco allo Zen mentre spengono le vampe: 5 in ospedale

Vigili del fuoco aggrediti allo Zen 2 durante le vampe di San Giuseppe: 5 feriti, 40 interventi e auto in fiamme a Palermo.
lettura in 3 minuti

Cinquanta persone — non solo giovani — hanno teso un agguato ai vigili del fuoco nella notte di San Giuseppe allo Zen 2, in via Costante Girardengo a Palermo. I pompieri stavano spegnendo una delle tante vampe appiccate in città quando sono stati travolti da un lancio di pietre e bottiglie. Cinque vigili del fuoco sono finiti in ospedale, tutti dimessi dopo alcune ore. Danneggiati anche i mezzi di soccorso.

La notte è stata lunga e violenta. Sono state 40 le chiamate di intervento registrate in città, con i roghi più imponenti divampati tra le 21 e l’una di notte. Almeno 5 le automobili date alle fiamme, insieme a cassonetti, elettrodomestici, mobili e divani. Le vampe hanno interessato diversi quartieri: la Zisa, il Villaggio Santa Rosalia, l’Uditore e Brancaccio. L’elicottero della Guardia di Finanza ha sorvolato la città fino a notte inoltrata, mentre sul campo operavano agenti di polizia, carabinieri e finanzieri.

“Non è folklore, sono rivolte organizzate contro le istituzioni”

A fare più rumore, però, sono le parole di chi quella notte era in prima linea. «Non è più folklore o il ripetersi di antiche tradizioni — dice uno dei soccorritori impegnati nelle operazioni di spegnimento — Sono ormai delle rivolte organizzate contro le istituzioni. Ormai negli ultimi anni sono queste le vampe di San Giuseppe».

Dura la reazione della Uil Sicilia. I segretari Luisella Lionti e Ignazio Baudo hanno espresso «piena solidarietà ai vigili del fuoco», definendo gli attacchi «vili e ingiustificabili». «Attaccare chi rischia la vita per la sicurezza della collettività è un gesto che va condannato con fermezza — sottolineano i due sindacalisti — I vigili del fuoco meritano rispetto, tutela e mezzi adeguati».

Interviene anche il consigliere comunale e presidente della VI Commissione consiliare, Ottavio Zacco: «Quanto accaduto rappresenta un fatto grave e inaccettabile che non può essere derubricato a semplice degenerazione di una tradizione popolare. Si tratta di vere e proprie azioni che mettono a rischio l’incolumità pubblica e l’operato di chi, con senso dello Stato, interviene per tutelare la collettività».

Zacco ha rivolto un pensiero esplicito a chi ogni giorno opera in prima linea: «I Vigili del Fuoco, insieme alle Forze dell’Ordine, arrivano a mettere a repentaglio la propria vita. A loro va il nostro rispetto più profondo e il dovere, da parte delle istituzioni, di garantire condizioni di sicurezza adeguate e un’azione ferma contro ogni forma di illegalità». Il consigliere ha concluso con un appello chiaro: «Tradizione non può mai essere sinonimo di degrado o sopraffazione. Confido nel lavoro delle autorità affinché vengano individuati i responsabili: lo Stato c’è e non arretra davanti a nessuna forma di violenza».

Continua a leggere le notizie di DirettaSicilia, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale News Sicilia
Nessun commento