Colpo a cosa nostra, pioggia di condanne del Gup

Prime condanne per il blitz di Porta Nuova: 13 imputati giudicati colpevoli, pene fino a quasi 15 anni. Quattro gli assolti.
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Il gup Emanuele Bencivinni ha pronunciato le prime sentenze nell’ambito dell’operazione che, poco più di un anno fa, aveva portato all’arresto di 181 persone accusate a vario titolo di estorsione e appartenenza al mandamento mafioso palermitano di Porta Nuova.

Il processo, che ha visto alla sbarra sedici imputati, si è concluso con tredici condanne e quattro assoluzioni. Le pene più severe sono state inflitte a Francesco Paolo Putano, condannato a 14 anni, 9 mesi e 23 giorni, e a Giovanni Castello, che dovrà scontare 12 anni di reclusione. Giuseppe Di Maio e Francesco Spadaro hanno ricevuto ciascuno 11 anni, un mese e 10 giorni, mentre Francesco Paolo Viviano è stato condannato a 8 anni e 4 mesi.

Pene più contenute per Pietro Di Blasi, Francesco Paolo Luisi e Giuseppe La Barbera, condannati a 5 anni ciascuno, e per Fortunato Bonura, che ne ha ricevuti 4. Filippo Marino e Salvatore Castello si sono visti comminare 3 anni e 4 mesi, quest’ultimo per ricettazione aggravata. La pena più bassa è quella di Agostino Lupo: 2 anni e 2 mesi per favoreggiamento aggravato. Sono stati invece assolti Tonino Seranella, Francesco Battaglia, Rosario Mandalà e Vito Sacco.

Il giudice ha inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento per tutte le parti civili costituite: il Comune di Palermo, Addiopizzo, il Centro Studi Pio La Torre, Sos Impresa, Solidaria, Confcommercio, Confesercenti, Confimpresa, la Federazione Antiracket e lo Sportello di Solidarietà.

Al centro del procedimento c’è anche la storia di un imprenditore edile che aveva trovato il coraggio di denunciare le richieste estorsive subite da lui e dai suoi operai in un cantiere del centro storico di Palermo. Fu proprio quel gesto — sostenuto dall’associazione Addiopizzo — a innescare l’indagine. “Tutto è iniziato quando un costruttore ha deciso di rompere il silenzio e contattarci”, ha ricordato l’associazione, che era costituita parte civile nel processo.

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