
La pazienza è finita sul catrame insanguinato della Statale 121. Dopo l’ennesimo tragico incidente che è costato la vita a tre persone, il fronte dei territori si compatta in un atto di accusa formale contro l’inerzia delle istituzioni. Undici sindaci della provincia di Palermo hanno firmato una lettera congiunta, indirizzata all’assessore regionale Alessandro Aricò e ai vertici di ANAS, per denunciare lo stato di abbandono del viadotto “Coda di Volpe”.
La ferita è aperta dal 2015, anno in cui il cedimento di alcuni piloni portò alla chiusura della struttura nel territorio di Bolognetta. Da allora, quella che doveva essere una “bretella” provvisoria è diventata una trappola quotidiana per migliaia di pendolari. Una curva a gomito che, con la pioggia, si trasforma regolarmente in teatro di morte.
«È inaccettabile assistere in silenzio a tragedie annunciate», scrivono i primi cittadini guidati da Mary Elizabeth Anne Smith (Bolognetta) insieme ai colleghi di Misilmeri, Marineo, Vicari e degli altri comuni del comprensorio. La missiva parla chiaro: undici anni senza una soluzione definitiva sono il simbolo di una grave carenza di programmazione. I sindaci chiedono non solo risposte, ma un cronoprogramma certo per la messa in sicurezza di un’arteria che collega pezzi fondamentali della Sicilia e che non può più essere considerata una “strada della morte”.



