
Un cappellino troppo colorato scatena il caos. Quello che sembrava un tranquillo pomeriggio tra amici si è trasformato in una violenta rissa per le strade di una cittadina siciliana. Tutto è iniziato con una battuta di troppo su un cappello ritenuto “troppo colorato e goffo”. Da qui, in pochi istanti, si è scatenato il finimondo.
I carabinieri di Biancavilla intervenuti, hanno ricostruito l’assurda vicenda che ha visto coinvolti 4 giovani, poi denunciati. La scintilla che ha fatto esplodere la rabbia sarebbe partita da un 17enne straniero, che avrebbe rivolto un commento non proprio gentile ad un coetaneo di Biancavilla riguardo al suo cappellino improbabile. Invece di riderci su, ne è nato un diverbio sempre più acceso, con insulti a raffica. Per poi passare in un attimo dalle parole ai fatti: calci, pugni, spintoni. Una scena quasi da film western nella centralissima via Vittorio Emanuele, sotto gli occhi terrorizzati dei passanti.
Immediata la telefonata ai carabinieri, ma al loro arrivo dei contendenti nemmeno l’ombra. Veloci come lepri, erano già scappati alla vista delle divise. È quindi partita la “caccia all’uomo”, con investigazioni serrate per dare un volto ai protagonisti della rissa, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi per l’incolumità dei presenti. Determinanti le immagini delle telecamere di sicurezza e le testimonianze di chi ha assistito alla scena. In meno di due giorni, i carabinieri sono riusciti a dare un nome ed un cognome ai 4 violenti contendenti. Convocati in caserma, hanno ammesso le proprie responsabilità, giustificandosi con motivi a dir poco futili all’origine dello scontro.
Tra questi, spicca un 22enne straniero, viso noto delle forze dell’ordine locali. Già denunciato a novembre per un’altra rissa scoppiata per motivi passionali con la sua fidanzata 18enne. In quell’occasione era stato colpito dal Daspo urbano. Segno che la violenza è un’abitudine per il giovane, che non ha perso tempo per tornare a far parlare di sé nel peggiore dei modi.



