Curva in salita in Sicilia ma ricoveri stabili, in Rianimazione l’87% è novax

Nonostante il rialzo dei nuovi casi, si mantiene limitato l’incremento di nuove ospedalizzazioni

Incidenza in aumento tra i più giovani e ospedalizzazione stabile in Sicilia secondo il bollettino settimanale della Regione Siciliana. Secondo le elaborazioni vi è una tendenza all’incremento già evidenziato nell’ultimo periodo con 439 nuovi casi in più rispetto alla settimana precedente, raggiungendo il valore di 71,08/100.000 abitanti.

Tra i giovani più casi

I casi aumentano soprattutto tra la popolazione più giovane. Infatti l’incidenza più alta considerata per età, si registra nella fascia di età scolare: 6/10 anni (281 casi) e 11/13 anni (157).

C’è però una notizia positiva. Nonostante il rialzo dei nuovi casi, si mantiene limitato l’incremento di nuove ospedalizzazioni (177) con prevalenza di occupazione dei posti letto ancora contenuta. In ospedale arrivano soprattutto pazienti non vaccinati o con ciclo vaccinale non completato l’87%. Resta stabile la letalità.

La situazione vaccini

I vaccinati con almeno una dose si attestano all’81,65% del target regionale. Gli immunizzati al 79,03%, mentre i soggetti che hanno ricevuto una dose addizionale o booster, sono 159.940. Il 18,35% del target rimane ancora da vaccinare. Negli ultimi sette giorni si registra una lieve flessione delle prime dosi somministrate (- 4,61%).

Nell’attuale fase epidemica, ribadisce il Dasoe, “risulta pertanto cruciale impegnarsi per rimuovere quanto prima ogni possibile impedimento, mettendo rapidamente in atto la chiamata attiva di tutti coloro i quali non hanno ancora aderito, attraverso la mobilitazione di tutte le strutture del SSN e dei Medici di Medicina Generale o delle istituzioni locali. In tal senso le ASP sono tenute a giocare un ruolo importante nel promuovere adeguate sinergie sul territorio”.

Servono più terze dosi

Secondo il bollettino, “occorre accelerare al massimo la somministrazione della dose booster nei soggetti vaccinati da più di 6 mesi, a partire dalle persone anziane, dai vulnerabili e da quelli maggiormente esposti al rischio di infezione (personale sanitario, ecc.)”.

Tra le priorità, inoltre, deve essere individuata la prevenzione delle infezioni tra i soggetti di età inferiore a 12 anni, per i quali la vaccinazione non è ancora disponibile, sia per proteggerli dai contagi, sia per scongiurare situazioni che possano interrompere la continuità scolastica e recare nuovamente danno alla vita relazionale dei bambini e degli adolescenti.

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