Azione generale di arricchimento, la Corte di Appello “assolve” il Comune di Roccamena

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La Corte di Appello di Palermo ha annullato la condanna del Comune di Roccamena per Azione generale di arricchimento pronunciata dal Tribunale di Termini Imerese.

La causa di un ingegnere

L’ingegnere S.P., nel luglio del 2010 ha adito il giudice chiamando in causa il Comune di Roccamena davanti al Tribunale di Termini Imerese – Sezione distaccata di Corleone, chiedendo la condanna, del Comune e di altri convenuti, signori F.F., V.V., I.A. e G.G., in solido tra loro o ciascuno secondo la quota di propria competenza, al pagamento dei compensi per l’attività professionale espletata, per oltre 160mila euro, oltre interessi e rivalutazione. L’ingegnere chiedeva anche che gli fosse riconosciuto il diritto a ottenere lo stesso importo dal Comune di Roccamena, surrogandosi agli altri convenuti, e, in ulteriore subordine, che gli fosse riconosciuto il diritto di agire direttamente nei confronti dell’Amministrazione.

La costituzione in giudizio dell’ente

Il Comune di Roccamena si è costituito in giudizio con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino. Il legale ha contestato le ragioni dell’ingegnere chiedendo al Tribunale di ritenere e dichiarare l’inesistenza, la nullità o l’inefficacia del rapporto d’opera professionale per la mancata sottoscrizione da parte dell’ingegnere S.P. e dell’amministrazione comunale di Roccamena del relativo disciplinare d’incarico, e per l’effetto di rigettare in toto le domande tutte spiegate dall’Ing. S.P. nei confronti del Comune di Roccamena.

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La difesa del Comune di Roccamena

L’avvocato del Comune ha anche chiesto la restituzione delle somme che aveva già versate all’Ing. S.P. a titolo di compensi, oltre il risarcimento dei danni sofferti a causa dell’erronea progettazione e di dichiarare l’inammissibilità e l’infondatezza in fatto e in diritto delle domande avanzate nei confronti del Comune di Roccamena per Azione generale di arricchimento. Anche gli altri convenuti, i tecnici comunali, si sono costituiti in giudizio, opponendosi alle domande dell’ingegnere e chiedendo di essere manlevati dal Comune di Roccamena in caso di soccombenza. Resisteva il Comune di Roccamena.

La decisione di primo grado

Il Giudice di primo grado ritenendo, in accoglimento delle eccezioni formulate dal legale Rubino, infondata l’azione contrattuale proposta dall’Ing. S.P. per la mancanza del contratto d’opera professionale redatto in forma scritta, la rigettava, e accoglieva la domanda riconvenzionale proposta dall’avvocato difensore del Comune nell’interesse dello steso ente, condannando per l’effetto l’Ing. S.P. a restituire al Comune di Roccamena tutto quanto percepito a titolo “contrattuale” per le prestazioni vista la nullità del contratto. Il giudice però, ritenendo fondata l’azione diretta promossa dall’ingegnere, ha condannato i tecnici comunali, a eccezione di G.G. al pagamento di quanto preteso oltre interessi. Il giudice ha anche accolto l’azione ex art 2041 c.c. proposta dai tecnici comunali nei confronti del Comune di Roccamena, condannando quest’ultimo a tenere indenni i tecnici comunali delle somme che gli stessi fossero costretti a pagare all’attore all’esito del giudizio. La sentenza è stata impugnata dall’ingegnere chiedendo alla Corte di Appello di Palermo di accogliere le domande dallo stesso formulate in primo grado.

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L’appello

Il Comune di Roccamena, sempre con il patrocinio dell’avvocato Rubino, di è costituita in giudizio chiedendo alla Corte di Appello di Palermo, di ritenere e dichiarare inammissibile, e comunque infondato l’appello formulato dall’ingegnere e, in accoglimento dell’appello incidentale formulato dallo stesso Comune, di riformare la sentenza di primo grado, dichiarando inammissibili e/o infondate le domande ex art. 2041 c.c. proposte nei confronti del Comune di Roccamena dall’ingegnere S.P. e dai funzionari convenuti.

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Il giudice assolve l’ente

La Corte di Appello di Palermo, condividendo le difese ed eccezioni sollevate dal legale del Comune in primo e secondo grado, ha ritenuto infondato l’appello formulato dall’ingegnere, rigettandolo in toto, e ha riformato in parte quale sentenza di primo grado impugnata in via incidentale dal Comune di Roccamena, rigettando la domanda d’indebito arricchimento proposta dai tecnici comunali nei confronti del Comune, condannando l’Ing. S.P. al pagamento delle spese del giudizio, liquidate a favore del Comune di Roccamena in 5.200 euro oltre spese vive e accessori di legge.

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