La Sicilia verso nuove restrizioni, Musumeci «Il giallo non è una maledizione”

L'isola a rischio zona gialla dal 23 agosto, Musumeci a tutto campo in un’intervista al Corriere della Sera

«Il giallo non è una maledizione, è l’effetto di un comportamento». Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che aggiunge: «La Sicilia ottiene quello che produce. Abbiamo registrato una crescita negli ultimi mesi dovuta essenzialmente da un lato alla diffusione della variante Delta e dall’altro al venire meno del sentimento di paura che aveva caratterizzato la prima fase della pandemia».

Musumeci contro i matrimoni con 300 invitati

«C’è chi rispetta le regole – prosegue – e chi invece ritiene di potere partecipare a un matrimonio con 300 invitati senza che uno solo abbia una mascherina. Ci rendiamo conto?». Inoltre, sottolinea: «In questi ultimi due mesi abbiamo avuto due milioni di turisti che inevitabilmente contribuiscono alla promiscuità. Detto questo, noi abbiamo ripristinato il controllo di accesso negli scali aeroportuali, almeno per i passeggeri provenienti da quei Paesi dove era scattato l’allarme da parte del nostro ministero della Salute».

La Sicilia a un passo dalla zona gialla

L’isola a rischio zona gialla dal 23 agosto. «La situazione è più critica nei reparti ordinari, ma io sono il primo a non volere minimizzare – dichiara Musumeci -. Come è noto in questi due anni ho seguito la linea del rigore. In ogni caso siamo pronti a qualunque scenario. Abbiamo attivato 79 cantieri per riqualificare l’edilizia sanitaria, in sette mesi abbiamo creato centinaia di nuovi posti letto in terapia intensiva e sub intensiva. E non mi stancherò fino all’ultimo di lanciare un appello alla vaccinazione da un lato, ai medici di famiglia dall’altro, affinché possano persistere nell’opera di persuasione verso i loro pazienti più riottosi».

Il Garante sospende l’articolo 5 dell’ordinanza

E in merito alla sua ultima ordinanza e alle polemiche che hanno portato alla sospensione ieri sera dell’articolo 5, che prevede il Green pass per gli uffici pubblici e che aveva sollevato critiche non solo dal Garante della Privacy ma anche da Lega e Fratelli d’Italia, commenta: «Ognuno ha il diritto di criticare, io ritengo che la politica debba stare tre passi lontani da questo tema, guai a doverlo ideologizzare. Nessuno ha la ricetta. Se il capo dello Stato dice che vaccinarsi è un dovere civico, io istituzione ho il dovere di promuoverne l’esigenza».


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