Selvaggia Lucarelli e le sue “vacanze da incubo” in Sicilia” postaste su Intagram

"Ho viaggiato in tutto il mondo, ho dormito in bettole 5 stelle mai vissuto una situazione più surreale di questa"

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Selvaggia Lucarelli, la giornalista e influencer da oltre 1,1 milioni di follower, racconta su Instagram la sua “vacanza da incubo” a Noto. Intanto però c’è chi dichiara amore eterno alla Sicilia, come Mick Jagger. Selvaggia Lucarelli sta raccontando sui social la sua avventura nella tappa di Noto.

Lo stesso non si può dire per la Lucarelli che racconta dell’energia elettrica che la sera va in tilt, lasciandola al buio, senza aria condizionata, e pure senza acqua. Poi parla dei rifiuti. La spazzatura non viene ritirata e finisce per strada, dice. Corrado Bonfanti, sindaco di Noto, risponde a tono e la invita al “rispetto” della sua città. Il primo cittadino si dice “offeso”. Ma arriva la risposta, immediata, dell’influencer.

La polemica estiva della Lucarelli

Selvaggia Lucarelli ha raccontato di essere stata costretta a rifugiarsi in auto con il compagno, lo chef Lorenzo Biagiarelli e il cane, per sfuggire al caldo asfissiante siciliano e potere caricare il cellulare. La corrente in casa non c’era dopo l’ennesimo black out elettrico. “Io devo stare in macchina a ricaricare un cellulare con il cane distrutto, è veramente vergognoso”, dice Selvaggia. Che poi aggiunge: “Lo dico con profonda mestizia ma questo a Noto è il viaggio che ricorderò con più dispiacere nella vita. Ho apprezzate la sfolgorante bellezza di tanti luoghi, ma non posso fare finta che non esista il resto. Sono completamente abbandonata al locatore del posto che ho affittato a prezzi esorbitanti, in una situazione folle”.

“A Noto situazione surreale”

“Ho viaggiato in tutto il mondo, ho dormito in bettole 5 stelle mai vissuto una situazione più surreale di questa. Affittate ville apparentemente bellissime, chiedete cifre astronomiche e poi nascondete magagne, zero servizi, maleducazione, menefreghismo. Non è questa la Sicilia che volevo raccontare. La misura è colma”. Selvaggia Lucarelli poi attacca sulla spazzatura e sui cumuli lungo le strade. Le foto postate su Instagram.

Il sindaco risponde alla influenzer

“Le scrivo anche a nome di centinaia d’imprenditori e commercianti seri, onesti, ospitali, premurosi e accoglienti, persone che hanno investito risorse della loro famiglia o che si sono indebitate credendo e scommettendo nelle potenzialità di questi luoghi straordinari”, risponde così il sindaco di Noto. “Persone che ci mettono cuore, passione, professionalità per rendere il soggiorno del turista unico e irripetibile. Le scrivo a nome dei tanti giovani che riescono a trovare lavoro rimanendo nei luoghi della loro infanzia senza dovere emigrare”.

“Le scrivo a nome di una comunità che si ritiene, proprio come lei cara signora Lucarelli, offesa e tradita. Una disavventura può mai arrivare a mortificare una comunità che l’ha accolta a braccia aperte? L’improvvisazione di un solo privato può compromettere per sempre la bellissima relazione nata tra l’eleganza delle nostre architetture, la ricchezza del nostro paesaggio e la sua straripante classe, la sua invidiata bellezza e, soprattutto, la sua versatile professionalità apprezzata da tantissimi fan e ammiratori?”.

Risponde ancora la Lucarelli

Selvaggia Lucarelli risponde: “Le ho spiegato che il disagio subito riguardava non solo l’Enel, ma anche l’impossibilità di gettare l’immondizia nel rispetto delle regole. Le regole a Noto sono: chi paga la Tari fa la differenziata tramite i mastelli forniti dal comune. L’immondizia differenziata viene ritirata porta a porta. Non esistono cassoni dell’immondizia, a Noto”.

“Le ho segnalato l’assenza dei mastelli nella mia proprietà (le ho fornito indirizzo) e ho chiesto se la proprietà in affitto è in regola con la Tari. Ho chiamato anche l’ufficio preposto. Qui parrebbe non esserci alcuna utenza Tari (ma spero di sbagliare), per cui ho chiesto all’agenzia che ha affittato casa, di verificare con il proprietario. Nessuna risposta, da giorni. Il proprietario, che lei cita come una eccezione naif che non rappresenta il territorio, è un politico, ex consigliere, candidato sindaco di un comune limitrofo. Lei lo conosce. Dunque non solo rappresenta il territorio, ma rappresenta anche la politica”.

Prosegue Selvaggia Lucarelli: “L’immondizia che circonda Noto e la soffoca, impressionando i turisti che approdano qui con gli occhi ingenui di chi ha visto le foto di Noto sulle guide o sullo sfondo del matrimonio dei Ferragnez, non è ‘una mia disgraziata esperienza’. È il prodotto di un meccanismo mal funzionante, deleterio e tossico (metaforicamente e non) che la mia esperienza di turista e locataria racconta egregiamente”.

E ancora: “So che queste accuse sono scomode per la politica locale e forse avrei potuto chiudermi in un 5 stelle vedendomela poi in privato col locatore, ma era mio dovere non tacere. E dovrebbe essere suo dovere dialogare con chi denuncia i problemi locali, non liquidarlo come un turista capriccioso che si tiene buono facendolo chiamare dal miglior ristorante di Noto per fargli offrire un pranzo. Invito di cui la ringrazio, ma che ho rifiutato cordialmente proprio per sentirmi libera di raccontare la verità. Nel frattempo, sono ancora qui a chiedermi quale paesaggio meraviglioso deturperanno i miei rifiuti”.

Ma alla Lucarelli risponde anche l’assessore regionale Daniela Baglieri

Non la cita direttamente. “Non è ammissibile che il valore delle risorse turistiche del territorio siciliano venga deturpato a causa dei rifiuti abbandonati per strada”, avverte. “Il problema dell’abbandono della spazzatura in strada – aggiunge l’assessore – non è nuovo per i siciliani e non rappresenta affatto un bel biglietto da visita per le nostre città. Proprio per questo ho appena sentito telefonicamente il sindaco di Noto, al quale ho manifestato ampia disponibilità a collaborare alla concreta promozione d’iniziative di sensibilizzazione per incentivare comportamenti virtuosi da parte dei cittadini. Ho inoltre ribadito l’importanza della massima vigilanza sul rispetto dei contratti di raccolta”.

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