Spuntano nel Palermitano le prime attività “disobbedienti” al Green Pass, “Entrano tutti”

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Al via la protesta contro il certificato verde: “Qui non chiediamo il green pass per entrare”. Da domani cambieranno le regole e per alcune attività sarà obbligatorio esibire il certificato.

“Qui non chiediamo il green pass per entrare“. Si legge questo messaggio all’entrata di una palestra di Borgetto, in provincia di Palermo. Iniziano a spuntare così le strutture che accettano anche chi il contestato Green Pass non ce l’ha.

“Ce l’hai? Bene! Non ce l’hai? Va bene ugualmente!“ Continua il messaggio esposto dal titolare all’esterno della sua palestra.

“Noi vogliamo fare solo il nostro lavoro che non è quello di fare i controllori”. In questo modo il titolare della palestra Gym body club, di via Rosa Luxemburg, protesta contro il Green pass che entrerà in vigore da domani.

Non solo palestre accettano chi non ha il green pass. C’è anche il gestore del bar Rosalba a Palermo, in via Ammiraglio Rizzo che si schiera contro il certificato verde.

Nella vetrina è stato esposto un cartello. Anche qui non verrà richiesto il green pass. Così si legge: “In questo esercizio possono entrare: bianchi, gialli, neri, omosessuali, marziani, animali, vaccinati e non senza nessuna distinzione. Per noi i nostri affezionati clienti sono tutti uguali. Vi aspettiamo”.

Il green pass sarà obbligatorio per entrare nei ristoranti al chiuso e consumare al tavolo anche nei bar. L’articolo 9 bis al decreto di luglio prevede l’impiego della certificazione verde anche per spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive; musei e altri istituti e luoghi di cultura; piscine, palestre, centri benessere – compresi quelli collocati all’interno di strutture ricettive – al chiuso; sagre, fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, sociali e ricreativi limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi e le relative attività di ristorazione; sale gioco, scommesse, bingo e casinò; concorsi pubblici. Ma c’è già chi disobbedisce.

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