Riapre a Palermo il bellissimo parco Orléans, oltre 350 uccelli, animali e piante

Ci sono fenicotteri rosa, capovaccai, pappagalli, pellicani, pavoni, struzzi e gru. Ci sono anche daini, pesci e testuggini

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Riaprono dopo quattro anni i giardini di Palazzo Orléans a Palermo, con accesso gratuito. A scoprire la targa del nuovo ingresso da Piazza Indipendenza il presidente della Regione Nello Musumeci. Presenti anche gli assessori all’Agricoltura, Toni Scilla e all’Energia Daniela Baglieri. «Oggi finalmente – ha detto il presidente della Regione – restituiamo a Palermo, a cittadini e turisti questo straordinario angolo di flora e fauna. Ai Giardini sono legati i ricordi d’intere generazioni e speriamo che questo polmone verde possa tornare a essere quello che è stato nel passato».

Nel parco ci sono più di 350 gli esemplari di uccelli che si possono ammirare in tutta la loro bellezza. Ci sono fenicotteri rosa, capovaccai, pappagalli, pellicani, pavoni, struzzi e gru. Ci sono anche daini, pesci e testuggini in un parco di tre ettari e mezzo.

L’ingresso per i prossimi due mesi è gratuito (agosto e settembre) e si può accedere da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00, mentre la domenica dalle ore 10.00 alle 13.00. Dal mese di ottobre è previsto un biglietto di ingresso il cui costo è ancora da definire. Guarda la mappa del giardino.

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L’entrata principale dei giardini è situata davanti al nuovo ingresso in piazza Indipendenza accanto l’ingresso della presidenza della Regione Siciliana, se però ci dovesse essere troppa gente dentro per evitare assembramenti sarà chiesto alle persone di aspettare.

Secondo il regolamento, si può accedere senza alcun tipo di mezzo di trasporto personale, quindi non possono entrare motocicli, biciclette, pattini, monopattini, skateboard ma neppure palloni, aquiloni o altri oggetti che possono arrecare disturbo alla quiete degli animali. Le scolaresche invece dovranno prenotare online per essere scaglionate. L’ingresso ai minori di 14 anni è consentito esclusivamente se questi sono accompagnati dal proprio genitore, da un parente o un soggetto autorizzato e maggiorenne.

I giardini di Palazzo Orleans si estendono per circa tre ettari e mezzo, parte dell’immenso parco ottocentesco, con un vastissimo patrimonio faunistico e vegetale. La storia di questo spicchio di Conca d’Oro ha origine alla fine del ‘400, quando il mercante Onorio Garofolo acquista i terreni della fertilissima vallata percorsa dal torrente Kemonia. La fossa della Garofala, come sarebbe poi conosciuta, passa di mano in mano per diversi proprietari fino al 1801, quando viene acquistata da Giuseppe Reggio, Principe d’Aci: diventa allora una stazione di sperimentazione agraria e importa i più moderni macchinari agricoli dall’Inghilterra. La proprietà passa successivamente a Ferdinando IV di Borbone che la dà in dote alla figlia Maria Amalia. Nel 1809 diventa la sposa di Luigi Filippo, Duca d’Orléans, che continua ad ampliare la proprietà con i terreni limitrofi creando un vasto parco.

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Luigi Filippo realizza un giardino in uno stile, il gardenesque, divenuto popolare in Gran Bretagna per merito del botanico e paesaggista scozzese John Claudius Loudon. L’impianto fu diretto dal giovane agronomo Vincenzo Tineo (che diverrà direttore dell’Orto Botanico) con esemplari vegetali provenienti dalla Real Tenuta della Favorita e scelti personalmente dalla coppia reale, con l’aiuto del giardiniere Morici. Luigi Filippo chiama il nuovo giardino “Villa Diana”, nome allora molto alla moda.

Lo stile gardenesque vuole celebrare la capacità artistica e orticola del giardiniere attraverso le piante esotiche di nuova introduzione in Europa. Le specie pregiate includono araucaria e ficus, provenienti dall‘Oceania, ma anche noline e palme dell’Asia e delle Americhe; specie esotiche che erano allora delle novità assolute.
La coppia gode della dimora fino al 1814 quando i cambiamenti politici in Francia permettono al futuro re di tornare in patria. Nel 1857, il suo erede, Enrico Eugenio Duca D’Aumale, rinnova e amplia il palazzo e il parco, costruendo un giardino formale (l’attuale parterre).

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Gli Orléans mantengono la proprietà fino alla Seconda guerra mondiale, quando viene temporaneamente requisita come bene straniero. Nel 1950, Enrico Roberto, Conte di Parigi, ne vende 40 ettari all’Università di Palermo e nel 1954 il Palazzo e la restante parte del parco vengono acquistati dalla Regione Siciliana che attua opere di recupero e di adattamento per stabilirvi la Presidenza e aprire il Giardino alla fruizione pubblica (il 5 novembre del 1955, alla presenza del Capo dello Stato Giovanni Gronchi). Al centro del parterre, si può ammirare la scultura in bronzo di Pietro Consagra, “Controluce euforico”, donato al parco in onore dell’anniversario della Regione Siciliana nel 1998.

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