Matrimoni no, turismo si, imprese wedding ed eventi sul piede di guerra

Grande indignazione, dei presidenti di tutte le categorie legate al settore matrimoni ed eventi

Festeggiare uno scudetto in piazza è diventata un’attività essenziale? I tifosi di una squadra di calcio hanno un particolare codice Ateco? Se lo domandano, con grande indignazione, i presidenti di tutte le categorie legate al settore matrimoni ed eventi, aderenti a Confcommercio Palermo.

Matrimoni 2021, non c’è una data

Sono sul piede di guerra le imprese legate al mondo del wedding e chiedono una data certa per la ripresa dei matrimoni e degli eventi pubblici e privati. I protocolli ci sono e sono stati presentati al Governo da numerose associazioni di categoria e dalla Conferenza delle Regioni. Ora si attende il via libera del Cts che però ancora non arriva.

Turismo sì, matrimoni no

Le immagini di piazza Duomo a Milano intanto stridono con la situazione del settore, ancora “chiuso per Covid” anche dopo l’ultimo decreto riaperture. Nella giornata in cui il premier Draghi annuncia il via libera al turismo da metà maggio, è ancora più grande la delusione degli operatori del settore matrimoni.

Imprenditori dei settori wedding, eventi e moda preoccupati

“Nel giro di poche ore ho ricevuto decine di messaggi da parte di imprenditori furibondi – racconta Maurizio Cosentino, presidente di Assocom e delegato di Confcommercio per tutti i settori che riguardano l’organizzazione di eventi -. Siamo stati abbandonati dallo Stato, senza sostegni economici, senza la sospensione del carico fiscale e tributario e senza prospettive a breve e medio periodo, considerato che nel decreto ancora nemmeno si parla di riaperture per i nostri settori, seppure in sicurezza e con protocolli precisi, che sono una garanzia”.

Verso la crisi irreversibile del settore senza il via libera

Le imprese dei matrimoni stanno realizzando che “rischiamo seriamente di non lavorare nemmeno quest’estate, anche perchè il nostro è un settore che necessita di adeguata programmazione e certi provvedimenti non si possono improvvisare. Migliaia di persone, tra imprenditori e dipendenti già allo stremo, dovranno fare i conti con l’ennesima paralisi delle loro attività”.

Appello alle Regioni

“Lo Stato – rincara Daniela Cocco, presidente dell’Associazione Stilisti e Marchi di moda – ci tiene fermi per due stagioni, come se fossimo noi gli untori e poi consente assembramenti come quello di Milano, tanto prevedibile quanto pericoloso. Siamo indignati. Chiederemo un incontro urgente ai rappresentanti della Regione affinché si facciano portavoce a Roma della nostra situazione e delle esigenze del nostro settore che rappresenta una voce importante per l’economia della Sicilia. Non possiamo accettare ulteriori restrizioni, peraltro immotivate”.

Senza matrimoni fioristi chiudono bottega

“In 30.000 – osserva Gioacchino Vitale, presidente dei Fioristi di Confcommercio – possono stazionare in una piazza, abbracciandosi, senza rispettare le distanze di sicurezza, spesso anche senza nemmeno la mascherina, con il solo obiettivo di festeggiare un successo calcistico; nella vita “reale”, invece, la vita che riguarda migliaia di imprenditori a cui è stato negato il diritto al lavoro, si discute sulle distanze da mantenere in occasione delle cerimonie o della pericolosità degli eventi che peraltro sono regolamentati da rigidi protocolli. Una discriminazione insopportabile”.

Catering e banchetti azzerati

“Le attività di catering e banqueting – sottolinea Antonio Cottone, presidente di Fipe Confcommercio Palermo – sono state letteralmente azzerate e insieme a loro tantissimi imprenditori che lavorano nel settore eventi e garantivano il lavoro a migliaia di lavoratori, spesso occasionali e senza tutele sociali. Molti di questi rischiano di non riaprire più”.

A Milano schiaffo alle imprese

“Da Milano è arrivato uno schiaffo alla nostra dignità e al nostro lavoro – aggiunge Michela Cannatella, presidente della Wedding Planner Confcommercio Palermo -. Sprechiamo fiumi di parole per convincere i nostri clienti a resistere, ad aspettare e a rimodulare i loro progetti nel rispetto di regole precise e poi dobbiamo fare i conti con queste manifestazioni scellerate, rese possibili dalla totale assenza di controlli. Abbiamo protocolli e linee guida già pronti per la ripartenza perché siamo abituati a lavorare d’anticipo ma lo Stato deve permetterci di ripartire”.

I contagi in altri settori, il nostro è sicuro

“Nonostante la chiusura delle nostre attività – aggiunge Vincenzo Grasso, presidente del Silb locali da ballo – i contagi sono aumentati per tutto l’inverno, è evidente che non sono i nostri settori a favorire la diffusione del contagio e che occorre ripensare misure più efficaci senza limitare il diritto al lavoro e alla libera impresa. Proprio per questo stiamo lavorando a nuovi protocolli che garantiscano l’apertura delle nostre attività con la sicurezza dei clienti. Faremo di tutto per salvare la stagione”.

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