Decreto riaperture, le Regioni al Governo, “Coprifuoco alle 23”

Il Coprifuoco, almeno secondo la bozza del decreto che circola, dovrebbe continuare a scattare alle 22

Le regioni chiederanno al governo l’ampliamento de coprifuoco almeno fino alle 23 per dare la possibilità alle attività di ristorazione di lavorare anche durante le ore serali. Il Coprifuoco, almeno secondo la bozza del decreto che circola (LEGGI QUI), dovrebbe continuare a scattare alle 22, un fatto che sta generando le perplessità di diversi schieramenti politici e associazioni di categoria.

Coprifuoco almeno alle 23

Ora anche il rappresentante delle Regioni chiede l’ampliamento del coprifuoco. “Come regioni abbiamo proposto misure responsabili. Chiediamo di ampliare il coprifuoco solo di un’ora, alle 23, per dare respiro alle attività, perchè oltretutto ripartiranno solo i locali che hanno spazi all’aperto, una forte limitazione che spero nelle prossime settimane possa essere superata. Le regioni hanno elaborato linee guida anche per attività al chiuso. Speriamo di ripartire con la ristorazione al chiuso prima del 1 giugno. Poi su questo decide il governo” così Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle regioni, ospite a “The Breakfast Club” su Radio Capital.

Dubbi sulla riapertura delle scuole

Sulla scuola il presidente Fedriga scettico sul ritorno in classe al 100%: “Obiettivo di regioni e governo è arrivare il prima possibile al 100% della presenza. Ma abbiamo fatto presente al governo dell’impossibilità oggettiva di tornare tutti a scuola in presenza. Fisicamente mancano i mezzi. Solo nella mia regione, servirebbero 300 bus in più, oltre a quelli già richiesti. Tutte le regioni hanno chiesto aiuto a società private e preso moltissimi bus turistici, ma questi mezzi hanno un limite. I bus turistici non possono essere utilizzati nei centri urbani. Ci sono problemi tecnici importanti. Anche nelle scuole mancano gli spazi fisici per garantire il ritorno in classe di tutti gli studenti. La scuola ha avuto grande attenzione da parte della politica, ora siamo con molte attività chiuse e scuole in presenza al 100% fino alle medie e oltre al 50% nelle scuole superiori. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. Abbiamo lavorato per garantire un diritto ai ragazzi ma anche una prospettiva per il paese”.


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