A Palermo e provincia dati “errati”, e spunta la variante sudafricana (VIDEO)

Sono in tutto 4836 i positivi in provincia di Palermo secondo i dati aggiornati

I dati dei contagi a Palermo sarebbero stati errati. La notizia dopo le richieste da parte del sindaco di Palermo Leoluca Orlando dei dati aggiornati dall’Asp. Dati che avevano convinto il primo cittadino a chiudere vie e piazze e firmare una ordinanza restrittiva.

I nuovi dati elaborati dall’ufficio del commissario straordinario per l’emergenza Covid19, Renato Costa e adesso trasmessi al Comune e alla Città Metropolitana di Palermo parlano chiaro. I casi di positività al Covid ora
sarebbero 2944 registrati a Palermo e 4836 se si guarda all’intera provincia.

Il rapporto precedente, relativo al giorno 8 marzo, parlava di oltre 11mila casi positivi e 12.700 complessivamente in tutta la provincia. Una differenza importante.

L’ufficio del Commissario per l’emergenza ha aggiornato i dati di Palermo. La città è stata divisa per circoscrizioni. Elaborati anche i dati comune per comune nella provincia.
L’ufficio ha eliminato i casi delle persone guarite e incrociati i dati dei tamponi con il codice fiscale delle persone in modo da avere un conteggio preciso dei casi positivi evitando duplicazioni a fronte di doppio o triplo tampone eseguito. Risultato è che il dato attualizzato è ora poco superiore ad un terzo di quello precedente e ridimensiona totalmente l’allarme del sindaco

L’intenzione adesso è recivare le ordinanze o non procedere al rinnovo al momento della naturale scadenza. Di questo ne se parlerà in una rionione in Prefettura.

Intanto anche a Palermo emergono mutazioni mai viste prima, quantomeno in Sicilia. Il nuovo caso di sudafricana, scoperto a tre settimane di distanza dalla prima infezione dello stesso genoma osservata tra i siciliani, diagnosticata su un marittimo di Mazara del Vallo, è stato individuato su un soggetto di 48 anni attraverso il sequenziamento effettuato dal Centro regionale qualità laboratori (Crq), dove sta per essere ultimata l’analisi di diversi campioni di estratto molecolare che, a una prima lettura, presentano sia le caratteristiche del ceppo inglese che del sudafricano, in una sorta di mix genetico tra le due varianti.

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