«Zona rossa jatina per colpa di tutti e mancanza di politica», parla l’ex sindaco

L’ordinanza è stata in queste ultime ore oggetto di discussione e in particolare sui social

Con Ordinanza contingibile e urgente il Presidente della Regione Siciliana ha ordinato l’istituzione della zona rossa, dal 25 febbraio sino al 11 marzo, per i Comuni di San Cipirello e San Giuseppe Jato, visto il protocollo contenitivo proposto dal Dipartimento di Prevenzione dell’Unità Operativa del distretto di Partinico e le relative note delle gestioni commissariali dei due Comuni.

L’ordinanza che istituisce la zona rossa

Le transenne a San Giuseppe Jato

L’ordinanza è stata in queste ultime ore oggetto di discussione e in particolare sui social, addebitando a destra e a manca le responsabilità dei contagi ognuno secondo il proprio punto di vista. “Nasce spontaneo dunque, chiedersi perché tale situazione si sia verificata nei due comuni Jatini e non in altri limitrofi”, a dirlo è uno che il territorio a cui è stato imposto il lockdown lo conosce bene. È l’ex Sindaco di San Giuseppe Jato Giuseppe Siviglia. L’ex primo cittadino ci ha chiesto di pubblicare integralmente la sua riflessione.

Eccesso di zelo o legittima prevenzione

“È ovvio che per avere un dato preciso, al fine di stabilire il rapporto tra contagiati e non, bisognerebbe effettuare lo screening (nel vero senso del termine) su vasta scala; ma per mancanza di uomini e mezzi non è stato fatto. Il Dipartimento di Prevenzione dell’Unità di Partinico, a mio avviso, non avrebbe potuto stilare un protocollo contenitivo diverso rispetto alle segnalazioni e ai dati riscontrati. Non possiamo dunque, stabilire se tale decisione sia stata un eccesso di zelo o una oculata legittima prevenzione da parte di tutti gli attori interessati”.

Zona rossa in Comuni commissariati

“Per ironia della sorte i due comuni in questione in atto sono commissariati; San Cipirello con Commissione Prefettizia, San Giuseppe Jato con Commissario nominato dalla Regione dopo le dimissioni del Sindaco in carica, decisione maturata a seguito di un accesso ispettivo al comune da parte della Prefettura, ancora in corso”. “L’analogia dei due commissariamenti mi porta a un riflessione, probabilmente dovuta alla mia conoscenza del territorio e alla mia decennale esperienza nella qualità di già sindaco del comune di San Giuseppe Jato. Fermo restando che mi sarei comportato così come ha fatto sia la Commissione Prefettizia del comune di San Cipirello (Organo di amministrazione straordinaria) che il Commissario del Comune di San Giuseppe Jato (nominato dal Presidente della Regione che ha il compito di amministrare l’ente sino alla elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco da tenersi al primo turno elettorale utile)”.

Con normale gestione situazione diversa

“In ogni caso ci troviamo difronte a due enti commissariati, con prerogative di gestione diverse da quelle che ogni singolo cittadino si aspetta. Con una normale gestione dei due comuni, sindaco e consiglio eletti dal popolo, conoscitori del territorio e dei bisogni dei propri concittadini, con la capacità di dialogo che nessuna commissione o commissario può avere, (prettamente per una questione di ruoli istituzionali diversi) e per non conoscenza capillare del territorio e delle persone come quella che si può avere nei piccoli centri da parte degli amministratori locali, la situazione dei nostri comuni sarebbe diversa“.

La colpa è di tutti

“Non è colpa della gestione commissariale e non è colpa dei ragazzi che vanno in giro, ne tanto meno delle famiglie che hanno festeggiato un evento, non è colpa del carnevale. È semplicemente colpa nostra! E di due amministrazioni comunali che, a torto o a ragione, hanno fallito nel loro progetto politico. Gli amministratori locali avrebbero agito in maniera diversa, da politici e rappresentanti del popolo affrontando energicamente e con fermezza l’emergenza Coronavirus che in una realtà territoriali piccola sarebbe stata più gestibile. Nessuna interlocuzione di ordine politico e sociale è stata posta al Presidente della Regione da parte di chi ne avrebbe avuto i titoli. In realtà le nostre comunità si trovano a vivere un disagio che forse si poteva evitare o quantomeno limitarne i danni. Ciò accade quando a governare non è la Politica”.

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