Avvolta dalle fiamme mentre dorme, muore al Civico di Palermo

La donna è morta dopo un incendio che si è sviluppato nella sua casa di Corleone

  • Antonella Di Mattia muore al Civico di Palermo

  • L’incendio nella sua casa di Corleone

  • Il ricordo del sindacalista Dino Paternostro

Tragedia a Corleone dove una donna è morta a causa di un incendio scoppiato all’interno della sua abitazione. Antonella Di Mattia, questo il nome della vittima, è deceduta in ospedale per le gravi ustioni riportate a causa delle fiamme, forse partite da una stufa.

Troppo gravi le ustioni

L’incendio era scoppiato nella casa di Antonella Di Mattia, 59 anni, il 28 gennaio scorso. La donna era stata soccorsa dagli operatori del 118 che l’hanno condotta all’ospedale dei Bianchi di Corleone. Vista le condizioni critiche, i sanitari hanno deciso per il trasferimento a bordo di un elisoccorso nel reparto Grandi Ustioni dell’Ospedale Civico di Palermo. I medici si sono riservati la prognosi.

Il ricovero all’Ospedale Civico di Palermo

Nella tarda serata di ieri la donna è deceduta a causa delle gravissime ustioni riportate in oltre il 50% del corpo. I medici hanno fatto di tutto per salvarla, purtroppo senza esito.

L’incendio si era sviluppato forse a causa di un cuscino caduto accidentalmente sopra una stufa a gas. Le fiamme hanno aggredito la donna probabilmente nel sonno.

Il ricordo di Dino Paternostro

“Nonostante le avversità riusciva a farsi volere bene dalle persone che la conoscevano”. Questo il ricordo che Dino Paternostro, sindacalista corleonese, riserva alla 59enne. “Ricordo che, intorno al 2010, durante la sindacatura di Nino Iannazzo, la signora Di Mattia e altri operai (circa 15) lavoravano in una ditta che svolgeva il servizio di pulizia degli uffici comunali. Si erano iscritti alla Cgil (allora ero segretario della Camera del lavoro di Corleone) e stavamo conducendo una dura battaglia per il pagamento dei salari e la riassunzione. Nel bel mezzo della vertenza un assessore minacciò i lavoratori, intimando loro di cancellarsi dalla Cgil se volevano essere pagati e riassunti alla scadenza del contratto. Antonella non si lasciò intimidire e non tradì i suoi compagni e il sindacato. Con grande coraggio e determinazione (non tutti i lavoratori li posseggono) denunciò le minacce e consentì di vincere quella vertenza. Era anche questo Antonella Di Mattia, una donna forgiata dalla durezza della vita, capace di grande coraggio e dignità nel combattere le cause in cui credeva”.

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