Estorsione e diffamazione, i pm chiedono oltre 11 anni per Pino Maniaci

La richiesta della Procura di Palermo

Ben 11 anni e 6 mesi di carcere. A tanto ammonta la richiesta di condanna per Pino Maniaci, direttore di Telejato. Si tratta della TV antimafia di Partinico, che ha messo a segno nel corso degli anni diverse battaglie contro la criminalità organizzata locale.

Pino Maniaci risponde dell’accusa di estorsione e diffamazione. L’indagine risale al 2016 ed è scattata dopo un’operazione antimafia che mise a segno arresti tra i presunti boss di Partinico e dintorni. Maniaci venne arrestato assieme a coloro che combatteva con le sue inchieste, ogni giorno, durante i suoi TG.

L’estorsione sarebbe stata commessa, per un importo di 366 euro, nei confronti dell’allora sindaco di Borgetto, Gioacchino De Luca, e di Salvatore Lo Biundo, allora sindaco di Partinico. A Maniaci viene contestato anche di aver imposto a un assessore di Borgetto l’acquisto di duemila magliette col logo della sua emittente.

Pino Maniaci deve rispondere anche di diffamazione nei confronti del giornalista Michele Giuliano, Nunzio Quatrosi e il pittore Gaetano Porcasi.

Il giornalista è difeso dai legali avvocati Ingroia e Bartolomeo Parrino.
È quest’ultimo a utilizzare parole di dissenso nei confronti della richiesta di pena: “Il pm ha fatto la sua requisitoria. La pena è esagerata e infondata. La pm ha riportato gli atti di indagine nella sua requisitoria ma durante il processo molto di quegli atti è stato capovolto”.

In effetti durante il processo molte sono le accuse smontate. Diversi testimoni avrebbero anche smontato l’impianto accusatorio nei confronti di Maniaci.


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