Il Covid uccide l’infermiere Totò, pioniere dell’assistenza ai malati terminali

Se n'è andato al Cervello, dove era ricoverato, lasciando dolore e incredulità

È morto all’ospedale Cervello di Palermo l’ex infermiere Totò Lo Coco. L’uomo, di Monreale, 76 anni, è deceduto a causa delle complicazioni legate al Covid-19.
Con la morte di Salvo Lo Coco viene a mancare un uomo che ha fatto dell’assistenza e del volontariato una ragione di vita.

Era in pensione, è stato infermiere nel reparto di Pneumamatologia e sono tanti gli amici e i professionisti del settore sanitario che lo ricordano tra cui Giorgio Trizzino, medico e fondatore della Samot di cui era componente del Cda.

A Monreale, nel giro di un giorno, sono decedute tre persone. Ognuna dei quali con una storia e un bagaglio di esperienze diverse. Si tratta di Salvino Mirto, ex polito e sindacalista, Andrea Di Verde, ex ragioniere di una storica fabbrica di pasta di Palermo e Totò Lo Coco.

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“Un virus l’ha fatta morire, caro Totò, un virus con uno strano nome e che ha ucciso milioni di donne e uomini. Un virus che non perdona. Tanti anni sono passati e questa sera voglio immaginare di scendere di nuovo quelle scale della Chirurgia Toracica per andare a trovare il mio Amico. Totò buon riposo, lo ‘hai’ meritato”.

Totò era una delle colonne della Samot, cioè di quella comunità che, anni fa, cominciò a occuparsi dei malati terminali. “C’era lui, con gli altri, con i ragazzi che si sarebbero fatti strada, ad accendere la candela del sollievo nella notte del dolore; a dare un senso alla vita che se ne va, tenendola per mano nel suo passaggio stretto”.

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Anche sulla pagina Facebook della Samot un triste messaggio: “Ci ha lasciati un amico una persona importante per noi.. questo virus maledetto ce lo ha portato via. È stato uno dei primi operatori che nel 1987 ha creduto nella Samot Onlus e negli anni è diventato il punto di riferimento di operatori e dipendenti. Da anni era uno dei componenti del Consiglio di Amministrazione della nostra associazione ma aveva mantenuto un rapporto costante con operatori e soprattutto con i volontari di cui si occupava con dedizione. Persona sempre sorridente e mai sopra le righe… umile e disposto all’ascolto. Il nostro pensiero va alla sua famiglia…Tutti noi oggi unitamente ai volontari dell’Avamot ti piangiamo…. e rimaniamo increduli….. CI MANCHERAI CARO TOTÒ”.

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