Dpcm 3 dicembre, restrizioni di Natale: allerta terza ondata Covid

Natale liberi? No. Allentamenti? Forse. È l’orientamento del Governo nazionale in vista del 3 dicembre, giorno in cui scade il Dpcm. Un altro Dpcm del presidente del Consiglio potrebbe prendere il suo posto. Il governo analizzerà i dati dell’epidemia per decidere sulle misure da prendere.

I numeri sono in miglioramento e a Palazzo Chigi si sta iniziando a parlare di riaperture. L’obiettivo è concedere agli italiani la possibilità di spostarsi per tornare nei luoghi di origine, anche nelle zone rosse, e di fare gli acquisti di Natale.

«Mancano 40 giorni a Natale e in questo momento i dati epidemiologici ci dicono che non ci si può spostare tra regioni, ma ci aspettiamo che i numeri migliorino e che quindi siano possibili deroghe»: lo ha detto il sottosegretario del Ministero della Salute, Sandra Zampa.

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Niente cenoni e grandi feste in piazza ma solo feste sobrie tra parenti stretti. «A Capodanno non saranno permessi ritrovi in piazza e feste come negli anni passati, saranno adeguatamente normati anche quei giorni – ha proseguito Zampa -. Come governo dobbiamo avere un atteggiamento molto rigoroso e, a differenza di questa estate, non ci saranno deroghe, perché non possiamo immaginare una terza ondata. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, poi, annuncia che «dalla fine di gennaio ci sarà una campagna di vaccinazione anti-Covid senza precedenti».

Quindi feste e cene si ma solo tra parenti, con distanziamento e senza abbracci. «Questo Natale dobbiamo fare lo sforzo di essere davvero il meno numerosi possibile – ha aggiunto Zampa -: non è il numero in sé, ma più si allarga la cerchia di persone che non si frequenta abitualmente, maggiore è il rischio.

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Cosa aspettarsi quindi? «Immagino che si possa dire cinque, sei persone al massimo tra gli affetti più cari, ma è ovvio che non sarà possibile controllarlo, quindi a tutti verrà chiesto di limitare i numeri».

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