“Ho rischiato la vita”, il sindaco di Montelepre guarita dal Covid-19

Il sindaco di Montelepre Maria Rita Crisci sta meglio. Era risultata positiva al Covid-19 ed era stata ricoverata all’ospedale di Partinico dopo una grave crisi respiratoria. La sindaca ora sta meglio a tal punto che i medici hanno concesso lei le dimissioni dall’ospedale. E’ stata ricoverata per 12 giorni.

E’ stato un lungo racconto, fatto di alti e bassi, quello del sindaco di Montelepre. “Sto molto meglio – dice -.  Finalmente mi hanno messo in uscita”. Maria Rita Crisci ha raccontato in questi giorni di ricovero ogni singolo giorno trascorso all’interno del Covid-Hospital di Partinico. Ha superato gravi crisi respiratorie dovute all’infezione da Coronavirus. “Ho rischiato seriamente la vita”, dice la sindaca, annunciando le sue dimissioni dall’ospedale partinicese.

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Il sindaco di Montelepre adesso continuerà il decorso post ricovero e la quarantena fino alla guarigione e totale negativizzazione in campagna. “Ciò al fine di escludere ogni rischio di contagio ai miei figli che sono negativi a casa”, dice. “Ve lo racconto perché spero di riuscire, con la mia esperienza, a sensibilizzare sul rischio elevato dei contagi in famiglia, che allo stato attuale costituiscono il maggior veicolo di diffusione del virus”.

Maria Rita Crisci desidera inviare un messaggio a tutta la cittadinanza. “Vi invito pertanto ad evitare riunioni tra amici e parenti, finché siamo in emergenza Covid. Lo so che è difficile ma le nostre case devono essere il nido del ristretto nucleo familiare. Passerà e saremo tutti più forti. Ci rialzeremo”.

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Il sindaco quindi torna a casa, dopo aver superato la fase critica del Covid-19. “Rivolgo un ringraziamento nei confronti di tutto il personale dell’ospedale di Partinico, dal primo soccorso ai reparti. Al Primari, Vincenzo Provenzano e a tutte le persone che ci lavorano, a tutti i livelli. Ognuno, per la sua parte ha mostrato verso tutti i pazienti che si sono succeduti nella mia stanza in questi 12 giorni, dedizione, professionalità e amore”.

“Nessun tipo di assistenza è stata superficiale e considerate che lavorano in una situazione fisica e morale molto difficile, tutti bardati totalmente in tute di plastica, doppie maschere, doppi guanti e visiere.
Credo che riconoscere il valore del lavoro svolto con serietà e professionalità sia corretto in una società come la nostra in cui si tende a dare tutto per scontato e dovuto”.

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