Il Covid-19 torna a uccidere in Sicilia: muore un professore

“Ci svegliamo con una notizia tristissima”. Così viene annunciata la morte di Natale Pulizzi, vicepreside di una scuola di Petosino, in provincia di Trapani. Lo ha annunciato il sindaco della città. Il Coronavirus così torna a mietere vittime, un bilancio che diventa sempre più pesante.

A Petrosino lo sanno bene dopo che il sindaco ha comunicato che il coronavirus ha fatto un’altra vittima. Natale Pulizzi era conosciuto da tutti e aveva raccontato in prima persona la sua terribile esperienza legata al contagio. Intanto in paese è lutto cittadino. Il prof morto ha combattuto contro l’infezione per oltre un mese. “Ci ha fatto capire chiaramente che con questo maledetto virus non si scherza affatto e che dobbiamo prendere sempre tutte le precauzioni”, dice il sindaco di Petrosino che ha dichiarato  il lutto cittadino. 

Il professore morto aveva aveva 61 anni. E’ deceduto all’ospedale Abele Ajello di Mazara dopo il trasferimento d’urgenza. Le sue condizioni negli ultimi giorni erano peggiorate notevolmente. Il 16 settembre aveva annunciato sui social di essere positivo al Covid-19. “Carissimi amici e conoscenti aveva scritto con grande rammarico e preoccupazione – dovevo fare questa comunicazione già ieri sera, appena saputo, poi ho desistito e adesso cerco di rifarmi. Non mi sono mai nascosto dietro un dito, tantomeno potevo farlo in questo frangente. Mi dispiace comunicarvi che parte di ciò che sta accadendo nel nostro paese, la sto arrecando io. Fino a venerdì scorso sono stato a scuola a lavorare con il ds e con tutto il personale, per poter garantire la riapertura della scuola giorno 24 settembre, rispettando tutte le regole che prevede la normativa AntiCovid”.

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Sui social, dopo la morte del vicepreside, una valanga di messaggi.  “Non era l’ora di andare in paradiso, caro Natale Pulizzi – scrive Rosalba – ma questo maledetto virus ti ha fregato. Non ci sono parole neanche a dire le mie sentite condoglianze alla famiglia perché ancora non era l’ora per morire, rip”. 

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