Ad Altofonte le prime frane perché il bosco non c’è più

Il grande rogo ha distrutto la maggior parte del bosco decennale della Moarda che proteggeva Altofonte dal rischio idrogeologico

La montagna della Moarda è in pericolo dopo il grave incendio dei giorni scorsi. Passata la grande paura delle fiamme, adesso su Altofonte, incombe un altro pericolo, quello dell’instabilità del versante causato dal passaggio del fuoco.

Il grande rogo ha infatti distrutto la maggior parte del bosco decennale della Moarda. Si trattava di un polmone verde che, oltre a dare ossigeno all’ambiente e a mitigare il clima di Altofonte, proteggeva il centro abitato da frane e caduta massi. Questa è anche la funzione di un bosco, quel bosco che però è stato distrutto dalla mano criminale dell’uomo.

Già ieri, denuncia la Pro loco di Altofonte, si sono staccati dal versante i primi massi che sono arrivati nella zona di Valle Malva. Per fortuna la frana non ha provocato danni.
Con le prime piogge autunnali però la situazione potrebbe aggravarsi e il rischi grana sarà ancora più amplificato.

“Ecco le prime conseguenze della tragedia che ci ha colpito negli scorsi giorni – dice la Pro Loco di Altofonte -. Ieri sera si sono staccati due grossi massi e sono precipitati nella zona di valle Malva, fortunatamente non ci sono stati danni a cose o persone. Dobbiamo rimanere uniti, il nostro paese sta vivendo troppi drammi e dobbiamo scongiurarne altri”.

Subito dopo l’incendio della Moarda l’amministrazione regionale si è recata sui luoghi della tragedia promettendo fondi e aiuti per la città di Altofonte. Quello che auspicano i cittadini è che si attivi anche un piano per la mitigazione del rischio idrogeologico.