“Non ce n’è Coviddi”, il tormentone dell’estate post Coronavirus

Perfino la pagina highlander dj ha fatto un remix della celebre canzone di Laura Pausini

“Buongiorno da Mondello, non ce n’è Coviddi”. Non si placa il tormentone dell’estate post Coronavirus. Così Angela, palermitana, da un servizio di “Live Non è la D’Urso” sembra essere la protagonista indiscussa dei Social.

Tanti sono i video diventati virali su Facebook, su Instagram e su TikTok. Su internet è nato perfino un videogioco che ritrae il volto della donna protagonista del servizio della trasmissione di Barbara D’Urso. 

Angela, nel corso di una giornata trascorsa nel mare di Mondello, si è fatta intervistare dai giornalisti della trasmissione di Canale 5 ma mai si sarebbe aspettata una simile reazione del pubblico. Subito dopo la palermitana ha chiesto di essere intervistata dalla D’Urso volendo spiegare le ragioni che l’hanno portata a pronunciare la frase che sarebbe diventata di lì a poco un vero e proprio tormentone. “Non ce n’è Covid”. Boom. La rete è esplosa. 

La palermitana si è rivolta a dunque a Direttasicilia.it per spiegare il proprio stato di malessere dopo che su diverse pagine erano spuntati video e immagini che la mettevano alla berlina. Angela ha ammesso di essersi spiegata male ma la risposta della rete è stata, come sempre, cattiva.

Così in questi giorni continua ancora il tormentone del “Non ce n’è Coviddi” tra video virali, immagini che ritraggono la donna nelle maniere più disparate, musiche e remix.

Perfino la pagina highlander dj ha fatto un remix della celebre canzone di Laura Pausini, ‘Non c’è” intercalando “Non ce n’è Coviddi”.

Ma, se video come questi generano sorrisi e riescono a stappare una risata, ci sono altre immagini e materiali che arrivano anche a ledere l’immagine della protagonista. La rete, si sa, non si ferma ed è facile che si liberino tra gli utenti sentimenti di odio e frustrazione, offese e atteggiamenti discriminatori. 

Proprio questi comportamenti, che potrebbero rasentare il danno morale, bullismo e incitamento all’odio, potrebbero essere messi al centro della discussione anche dal punto di vista legale. Ridere e scherzare per la battuta “Non c’è n’è Covid”, sdrammatizzando un po’ la difficile situazione mondiale ci potrebbe anche stare. Più importante è però prendere le distanze dallo scherno e dalla derisione.