Nuovi casi di Covid in Sicilia, “Troppi siciliani senza mascherina”

Il virus è ancora capace di contagiare e non ha perso la sua pericolosità

Il Coronavirus non è ancora sconfitto e bisogna mantenere ancora le distanze e usare la mascherina. È questo il monito dell’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza. In effetti sono sempre meno le persone in giro che utilizzano la mascherina soprattutto nei luoghi più affollati. Basta fare un giro in ogni città per accorgersi del calo di attenzione.

Il membro della giunta Musumeci questa mattina ha fatto il punto della situazione relativa ai contagi sull’Isola. La decisione è arrivata dopo i sette nuovi casi di persone positive al Coronavirus confermati ieri nel Catanese. LEGGI QUI

È proprio a Catania Razza ha convocato il vertice con la stampa. Secondo quanto ha dichiarato l’assessore, il virus è ancora capace di contagiare e non ha perso la sua pericolosità. Nonostante la Sicilia registri uno dei livelli più bassi di tassi di contagio, lancia un grido di allarme Razza. “Perché – ha detto – dobbiamo proteggere la stagione estiva, le attività produttive e la salute dei cittadini”.

Intanto oggi in Sicilia sono stati confermati due nuovi casi di persone positive al Covid-19. Sale così a 157 il numero delle persone attualmente positive in Sicilia poiché sono due i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore.

L’assessore Ruggero Razza ha chiesto ancora la collaborazione dei siciliani ai quali ha chiesto di continuare a mantenere le distanze interpersonali e utilizzare ancora la mascherina soprattutto in luoghi fortemente frequentati. “Se chiediamo ai turisti di seguire le regole a casa nostra, abbiamo noi il dovere di seguire per primi le stesse regole”.

“Noi lo abbiamo detto nei giorni scorsi: guai a chi pensa che l’epidemia sia conclusa, guai a pensare che il virus non sia circolante – ha affermato l’assessore alla Salute -. Per questo è fondamentale tenere fede a tutte le indicazioni. Ciascuno di noi deve comprendere che, in questa fase di ripartenza delle attività essenziali e dell’economia, non ci possiamo permettere una nuova chiusura”.