Maxi deposito abusivo di rame a Ficarazzi, denunciati due uomini di Misilmeri

Gli uomini della Polizia Ferroviaria di Palermo hanno sequestrato a Ficarazzi un'area di circa 2000 metri quadrati

Due persone di 57 anni di Misilmeri, in provincia di Palermo, sono stati denunciati a piede libero per i reati di gestione non autorizzata di rifiuti e ricettazione. La denuncia dei due uomini originari di Misilmeri arriva nell’ambito di una maxi operazione della Polizia Ferroviaria di Palermo eseguita ieri in tutta la Sicilia.

Gli uomini della Polizia Ferroviaria di Palermo hanno sequestrato a Ficarazzi, sempre in provincia di Palermo, un’area di circa 2000 metri quadrati su cui veniva svolta un’attività non autorizzata di gestione di rifiuti. Dentro i capannoni della ditta, risultata poi abusiva, sono stati scoperti diversi container con materiale di varia natura, oltre a rifiuti in alluminio e ferro ed altri colmi esclusivamente di rame e fili elettrici, in parte già sguainati, per un peso di circa una tonnellata.

Altro materiale, tra cui anche batterie esauste ed altri rifiuti speciali pericolosi, sono stati ritrovati stoccati direttamente sul terreno senza che i titolari si curassero della normativa in tema ambientale. Vista la gravità dei reati e la necessità di evitare che da essi derivassero ulteriori conseguenze, gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno provveduto al sequestro di tutta l’attività che è stata affidata in custodia giudiziaria agli stessi gestori. Per i due uomini di Misilmeri è scattata così la denuncia.

Il controllo rientra nell’ambito dell’operazione “Oro Rosso” che ha portato all’identificazione di 102 persone nel corso dei 35 controlli effettuati in tutta la Regione, nonché alla denuncia in stato di libertà di 3 soggetti e al sequestro di circa una tonnellata di rame. L’attività di contrasto ai furti di rame, in ambito ferroviario, e alla ricettazione del costoso metallo ha interessato, oltre che mirate tratte ferroviarie in cui, in passato, si sono verificate criticità con diversi furti e danneggiamenti, anche 23 siti di rottamatori, spesso veri e propri centri di trasformazione e ricettazione del metallo rubato.