Conte: “Si potrà andare al mare” ma incombe il rischio lockdown

Intanto il tasso di contagi sembra iniziare a preoccupare di nuovo dopo il 4 maggio. Troppa gente in giro sta rischiando di portare nuovamente il paese sotto quarantena

Questa estate andremo al mare e potremmo godere della bellezza dell’Italia. Ne è sicuro il premier Giuseppe Conte che ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Conte ha pagato dell’emergenza economica, del rischio lockdown, dell’estate che sta per arrivare.

È un’Italia al palo dal punto di vista economico e Conte lo sa. “Saranno mesi molto difficili, siamo di fronte alla prova più dura dal Dopoguerra. Avremo una brusca caduta del Pil e le conseguenze economiche saranno molto dolorose”.

Intanto il tasso di contagi sembra iniziare a preoccupare di nuovo dopo il 4 maggio. Troppa gente in giro sta rischiando di portare nuovamente il paese sotto quarantena. “Comportamenti gravissimi” sono per Conte quelli degli italiani fotografati mentre fanno aperitivi i stanno in spiaggia. “Se non si rispetta il distanziamento rischiamo di vanificare tutti gli sforzi fatti e tornare a un lockdown”, avverte Conte che però continua ad avere fiducia negli italiani.

Potrebbe dunque scattare il lockdown ma sarà differenziato per le varie regioni italiane. A dare la via maestra sulle decisioni sarà la curva epidemiologica.

Intanto gli italiani premono per poter varcare i confini nazionali e poter pianificare le vacanze estive. “Quest’estate non staremo al balcone e la bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena – dice Conte – Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città. E sarebbe bello che gli italiani trascorressero le ferie in Italia, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele. Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione”.

Per quanto riguarda invece la scuola, Conte ha avvertito che “il rientro deve essere gestito in modo unitario su tutto il territorio nazionale”. Infine, in merito alla riapertura di bar, ristoranti e parrucchieri il 18 maggio e non il primo giugno, “potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni”.