Ci sono storie che ti lasciano a bocca aperta non tanto per la dinamica dell’incidente, quanto per i numeri che emergono dopo. Questa è una di quelle.
Qualche giorno fa, nei pressi dello svincolo di Patti sull’autostrada A20 Messina-Palermo, un uomo di 52 anni ha perso il controllo della sua vecchia utilitaria e si è schiantato contro il guardrail. Un incidente autonomo, come si dice in gergo: nessun altro veicolo coinvolto, solo lui e la strada. Il problema è che “lui” aveva nel sangue un tasso alcolemico da record negativo: **4,7 grammi per litro**. Il limite di legge è 0,5 g/l. Fate voi i conti.
Gli agenti della Polizia Stradale di Sant’Agata di Militello sono arrivati sul posto in poco tempo, hanno prestato i primi soccorsi e accompagnato il conducente al pronto soccorso dell’ospedale di Patti. I medici gli hanno assegnato una prognosi di trenta giorni. Poteva andare molto peggio — e probabilmente lo sa anche lui, ammesso che ricordi qualcosa di quella corsa.
Dal punto di vista legale, le conseguenze sono proporzionate alla gravità della situazione. Il cinquantaduenne è stato denunciato d’ufficio e rischia un’ammenda tra i 1.500 e i 6.000 euro, oltre all’arresto da sei mesi a un anno. Ma non è finita: la patente gli è stata ritirata immediatamente, con procedimento avviato per la revoca definitiva, e l’auto è stata sequestrata in vista della confisca.

Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione un tema su cui si continua a discutere senza mai stancarsi abbastanza: guidare ubriachi su un’autostrada non è una bravata, è una roulette russa. Quella mattina, per fortuna, le conseguenze peggiori le ha subite solo chi aveva scelto di mettersi al volante in quello stato.



