Per le forze dell’ordine sono 1.500, per gli organizzatori 5.000: sono migliaia le persone che stanno sfilando oggi a Palermo nel corteo dello sciopero generale nazionale contro caro vita, riarmo e tagli alla sanità . La mobilitazione è promossa dall’Usb, con l’adesione di altre sigle, tra cui Cobas e Cub.
Chi sta sfilando da piazza Politeama?
Il serpentone è partito da piazza Politeama e riunisce volti molto diversi: studenti liceali e universitari accompagnati dai loro professori, agricoltori, autotrasportatori, pensionati e semplici cittadini. Sventolano striscioni e cartelli contro l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità , degli affitti e delle bollette e contro le politiche di riarmo del governo. Tra gli slogan più visibili: “Reddito e salute per tutti, la crisi la paghino i ricchi”.
Le forze dell’ordine seguono la manifestazione e, per il momento, non si registrano tensioni. Il percorso prevede il passaggio dal teatro Massimo, poi da via Cavour, piazza XIII Vittime e via Crispi, fino all’arrivo in piazzetta della Pace.
Cosa chiede il sindacato a governo nazionale e Regione?
Per Luigi Del Prete, responsabile dell’Unione Sindacale di Base di Palermo, “La manovra nazionale è totalmente insufficiente perché non è in grado di rispondere alle esigenze di questo Paese e soprattutto di coloro che lavorano ogni mattina”. Il sindacalista punta il dito sulle priorità di spesa: “Si continua a stanziare ricchezza in armamenti”, mentre “l’istruzione pubblica riceve investimenti ridotti”. La richiesta è chiara: “Chiediamo una redistribuzione della ricchezza e che i governi nazionale e regionale cambino le proprie politiche rimettendo al centro istruzione, sanità e trasporto pubblico”.
Quanto guadagnano i giovani lavoratori a Palermo?
Sul fronte del lavoro locale interviene Marco Militello, delegato della federazione del sociale Usb Palermo: “A Palermo i lavoratori giovani guadagnano 2, 3, 4 euro l’ora con finti contratti part-time o senza contratto”. Militello lega la precarietà quotidiana alle “logiche dell’escalation bellica”.
Il sindacato rivolge poi un appello al governo regionale. Secondo l’Usb, “l’80% degli istituti scolastici in Sicilia non è a norma”, mentre sanità e trasporti sarebbero interessati da “processi di privatizzazione continua”. Il sindacato segnala inoltre che nell’Isola il tasso di disoccupazione supera il 30%.
Cosa dicono gli studenti in piazza?
Tra i giovani in corteo c’è Giorgio, studente dell’Università di Palermo ed esponente di Cambiare Rotta: “Pensiamo che ci voglia l’alleanza studenti-lavoratori per cambiare completamente tutto”. E aggiunge: “Il carovita sta diventando sempre più insostenibile. Da anni assistiamo all’impossibilità di potersi costruire un futuro, affittare una casa, cambiare luogo per studiare o sostenere le spese per i testi universitari”.
Mentre il corteo avanza verso piazzetta della Pace, resta aperta una questione che va oltre i numeri della piazza: chi, secondo i manifestanti, dovrebbe pagare il conto della crisi.
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