Ok a variazione di bilancio e nuove assunzioni in Regione. L’Assemblea regionale siciliana ha approvato la legge di variazione di bilancio che permetterà il recupero di 1,8 miliardi dal Fondo anticipazione di liquidità e il bilancio consolidato relativo all’esercizio 2024, atto con cui si sbloccano le assunzioni in Regione e nelle partecipate.
«I conti della Regione – afferma il presidente Renato Schifani – sono sempre più solidi e l’approvazione della variazione di bilancio e del consolidato ne sono la testimonianza. Con il primo provvedimento poniamo le basi per un ulteriore miglioramento dell’avanzo di amministrazione, mentre con il via libera al consolidato consentiamo l’ingresso di nuova linfa nell’amministrazione e l’addio a un’ulteriore pagina di precariato storico, quello dei lavoratori Asu dei Beni culturali. E di questo voglio ringraziare la maggioranza parlamentare oggi presente in blocco in Aula».
In particolare, le assunzioni per scorrimento delle graduatorie dei bandi di ricambio generazionale saranno 50, mentre 47 saranno le nuove immissioni relative al concorso per funzionari nel profilo economico-finanziario e 16 quelle per funzionari nel controllo di gestione. Sono invece 259 gli Asu che verranno stabilizzati presso la Servizi Ausiliari Sicilia.

«Gli atti approvati oggi dall’Ars – commenta l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino – testimoniano la salute economico-finanziaria della Regione Siciliana. Con la variazione di bilancio abbiamo adeguato il documento contabile alla precedente delibera per la cancellazione del Fondo anticipazioni di liquidità, un’operazione grazie alla quale libereremo 1,85 miliardi di euro da destinare al sostegno degli investimenti e della crescita, che si aggiungono ai 2,3 miliardi di avanzo di amministrazione 2024. Il consolidato sancisce invece un dato fondamentale: gli enti e le società regionali non sono un fardello per i conti della regione, ma ne migliorano di 97 milioni di euro il risultato di esercizio, portando a 3,47 miliardi il risultato del gruppo di amministrazione pubblica regionale e accrescendo il patrimonio netto della regione di ben 3,1 miliardi di euro».



