L’incidente in moto e il coma, dopo un mese muore a Palermo Vito Nicolosi

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Non ce l’ha fatta Vito Nicolosi, il motociclista di Alcamo rimasto coinvolto in un terribile incidente lo scorso 4 settembre. L’uomo, 40 anni, era ricoverato da oltre un mese in coma all’ospedale Civico di Palermo a causa delle gravissime lesioni riportate nello schianto. Nella notte è sopraggiunto il decesso.

La tragedia si era consumata intorno alle 22 di sera in via Madonna del Riposo, all’incrocio con via Vincenzo Pizzitola, ad Alcamo. Vito Nicolosi, a bordo della sua potente moto Brixton di grossa cilindrata, aveva impattato violentemente contro una Renault Clio guidata da un diciannovenne. L’urto è stato talmente forte che il centauro è stato sbalzato a diversi metri di distanza, rovinando sull’asfalto privo di sensi. Immediati i soccorsi da parte del 118, che hanno trasportato il 40enne in ospedale ad Alcamo, per poi disporre il trasferimento nel corso della notte al Civico di Palermo a causa delle condizioni disperate.

La polizia municipale, giunta sul posto per i rilievi, non ha ancora chiarito con esattezza le cause e le responsabilità dello schianto. L’alta velocità e il mancato rispetto del diritto di precedenza da parte del motociclista sembrano essere all’origine dell’incidente. Inoltre Vito Nicolosi era risultato positivo all’alcoltest. Gli agenti della municipale hanno informato l’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre ulteriori accertamenti per fare completa chiarezza sulla dinamica. Il diciannovenne alla guida della Renault Clio, anch’egli di Alcamo, non avrebbe riportato gravi ferite nell’impatto.

Un mese di agonia che purtroppo si è concluso nel peggiore dei modi per Vito Nicolosi, conosciuto in città anche per il suo lavoro nel settore delle attività di movimento terra. Troppo gravi i traumi riportati nell’incidente, nonostante le cure dei medici che hanno fatto di tutto per salvarlo.

Tanto il dolore ad Alcamo per la scomparsa del 40enne. I familiari, gli amici e i conoscenti speravano in un miracolo, dopo settimane con il fiato sospeso e la preghiera sempre accesa. Purtroppo però le lesioni riportate erano troppo estese e il decesso si è rivelato inevitabile.

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