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Il Covid torna a preoccupare, casi e ricoveri in aumento anche in Sicilia

In Sicilia la situazione è sotto contollo, almeno rispetto al altre regioni d'Italia che sfiorano la zona gialla

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Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 10-16 novembre 2021, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi e decessi. Continuano a salire anche i casi attualmente positivi, le persone in isolamento domiciliare, i ricoveri con sintomi e le terapie intensive.

La situazione in Sicilia

In Sicilia la situazione è sotto controllo, almeno rispetto al altre regioni d’Italia che sfiorano la zona gialla. Secondo i dati della Fondazione restano “Sotto soglia di saturazione i posti letto in area medica (9,7%) e in terapia intensiva (5,5%) occupati da pazienti in cura per coronavirus”. La popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 70,6% (media Italia 76,8%) a cui aggiungere un ulteriore 3,0% (media Italia 2,3%) solo con prima dose; il tasso di copertura vaccinale con dose booster (terza dose) è del 35,8% (media Italia 53,3%); il tasso di copertura vaccinale con dose aggiuntiva è del 100,0% (media Italia 59,6%).

Incremento di nuovi casi

«Per la quarta settimana consecutiva – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali (+32,3%) come documenta anche la media mobile a 7 giorni, che in un mese è triplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 7.767 il 16 novembre». In tutte le Regioni tranne Calabria e Umbria si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi. «Di fronte a questi numeri – commenta il Presidente – è inaccettabile che gli amministratori non abbiano introdotto restrizioni locali, seppur impopolari, accettando il rischio che la diffusione del contagio trascini l’intera Regione in zona gialla».

Aumentano i ricoveri

Sul fronte ospedaliero, come afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE, si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti COVID. Rispetto alla settimana precedente +15,5% in area medica e +14,3% in terapia intensiva. In termini assoluti, il numero di pazienti COVID in area medica è aumentato da 2.371 del 16 ottobre a 3.970 del 16 novembre (+67,4%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 481 del 16 novembre (+42,3%). A livello nazionale il tasso di occupazione è del 7% in area medica e del 5% in area critica, con notevoli differenze regionali: nessuna Regione supera la soglia del 15% per l’area medica, mentre Friuli-Venezia Giulia (14%) e Marche (10,1%) superano quella del 10% per l’area critica.

Ecco le regioni e le province a rischio zona gialla

Solo il Friuli-Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Bolzano sono molto vicini alla zona gialla visto che, oltre all’incidenza settimanale >50 casi per 100.000 abitanti, presentano entrambi i tassi di occupazione ospedaliera superiori o prossimi alle soglie del 15% in area medica e del 10% in terapia intensiva. «Bisogna tenere conto – sottolinea Cartabellotta – che l’attuale sistema per l’assegnazione dei colori alle Regioni è stato elaborato quando non esistevano dati sul declino della copertura vaccinale, né sulla necessità della terza dose. Con queste regole, durante i mesi invernali di aumentata circolazione virale, nelle Regioni con coperture vaccinali più basse e/o in ritardo sulla somministrazione della terza dose c’è il rischio di sovraccaricare gli ospedali senza cambiare colore; anche perché le Regioni hanno la possibilità di aumentare i posti letto disponibili, sottraendoli ad altri malati, o dimettere pazienti COVID in strutture private».

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