Il crollo e la morte di Salvatore Parisi a Piana degli Albanesi, un’assoluzione e tre condanne

Il Tribunale di Termini Imerese, ha assolto con formula piena il proprietario dell'immobile, Michele Polizzi,

Salvatore Parisi aveva 40 anni quando nel 2013 morì nel crollo avvenuto in una palazzina di Piana degli Albanesi in cui erano in atto alcuni lavori edili. Oggi il giudice monocratico del Tribunale di Termini Imerese ha assolto il proprietario della palazzina. Il giudica ha inoltre condannato i due esecutori dei lavori e l’ingegnere che sovrintendeva i lavori.

Il Tribunale di Termini Imerese, ha assolto con formula piena il proprietario dell’immobile, Michele Polizzi, difeso dall’avvocato Roberto Mangano, che era accusato di omicidio colposo. Polizzi è stato assolto anche per i correlati reati contravvenzionali con cui veniva contestata la violazione delle norme per la sicurezza sul lavoro.

Gli altri imputati, gli imprenditori edili Rosario Parisi e Antonino Parisi (fratelli della vittima), e l’ingegnere Giorgi Cerniglia sono stati invece tutti condannati a un anno di carcere, pena sospesa. Dichiarata, invece, per loro la prescrizione dei reati contravvenzionali.

La tragedia avvenne il 7 novembre 2013 in via Matteotti, a Piana degli Albanesi. Una vasta porzione di parete travolse Salvatore Parisi che morì sul colpo. Nel crollo rimase gravemente ferito pure un altro fratello, Rosario. La difesa, rappresentata dall’avvocato Roberto Mangano, ha dimostrato che l’imputato Michele Polizzi si era affidato in toto a un professionista, Cerniglia, onerandolo di tutti gli adempimenti previsti dalla normativa di settore in materia di sicurezza sul lavoro.


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