Boom di pazienti con patologie alla trachea post Covid, Ismett centro d’eccellenza

L'azienda ha registrato un aumento del 40% d'interventi per stenosi tracheali, molti causati dall'intubazione in Terapia intensiva

Il Covid fa aumentare del 40% i pazienti che giungono all’Ismett con problemi alla trachea anche gravi. Lo certifica l’azienda ospedaliera in riferimento a pazienti che hanno subito intubazione prolungata in terapia intensiva.

Complicazioni a seguito d’intubazioni

A evidenziare il dato è il dr Alessandro Bertani, Responsabile della Divisione di Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone di Ismett. Si calcola che tra il 5 e il 10 per cento dei pazienti affetti da Covid ha necessità d’intubazione e cure in Terapia Intensiva per un tempo molto prolungato, di questi una parte consistente ha complicanze tracheali dopo aver superato la malattia. Una buona parte di essi ha necessità di ricorrere a nuove cure e interventi di chirurgia toracica.

Un aumento vertiginoso dei pazienti

L’azienda ha registrato un aumento del 40% d’interventi per stenosi tracheali. Di solito questo tipo di problemi si presentano in esiti di traumi e accidenti cerebrovascolari. Il periodo di pandemia ha però contribuito a un ulteriore incremento dei pazienti che necessitano di un trattamento sulle vie aeree. Queste patologie possono portare a gravi problemi della respirazione e dell’alimentazione, a causa del progressivo restringimento della trachea o del passaggio accidentale di alimenti nei polmoni.

Ad Ismett curati anche giovani

“Negli ultimi giorni – sottolinea il dottor Bertani – sono due i giovani pazienti siciliani dimessi con esiti di lesioni particolarmente complesse alla trachea e all’esofago, che erano già stati sottoposti a diversi trattamenti senza successo”. Dei due pazienti in cura il primo aveva sviluppato una grossa fistola fra trachea ed esofago che lo obbligava al digiuno e ad una nutrizione artificiale, oltre che a soffrire di ripetuti episodi di polmonite. Il secondo giovane aveva sviluppato una stenosi di un tratto molto esteso della trachea con interessamento dell’apparato laringeo. In questi casi la chirurgia resettiva della via aerea permette di ottenere un risultato risolutivo, rimuovendone la parte ammalata e ripristinandone la continuità.

L’aumento di pari passo con la pandemia

Si tratta d’interventi complessi e delicati a cui collabora anche la professoressa Adriana Cordova, Ordinario di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Università di Palermo. Collabora con ISMETT a questo tipo d’interventi per la preparazione di lembi muscolari che supportano la guarigione ottimale delle ferite. “Siamo molto soddisfatti – conclude il dr. Bertani – dei risultati ottenuti e ci auguriamo di poter contribuire sempre più alla gestione dei pazienti che richiedono questo tipo d’intervento chirurgico, specialmente nel periodo attuale in cui vediamo un incremento dei casi per l’effetto della pandemia”.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
Seguici

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.