La Sicilia zona gialla e prime disdette, turismo e matrimoni temono zona aracione

In matrimoni, feste private e ristoranti da oggi i commensali potranno essere solo 4

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È scattata a mezzanotte la zona gialla per la Sicilia dove torna obbligatorio l’uso delle mascherine anche all’aperto. La cabina di regia del Governo ha imposto le restrizioni alla Sicilia che adesso intravede anche la minaccia della zona arancione. Bassa percentuale di dosi, tanti contagi e tanti ricoveri ordinari e di Rianimazione, portano l’isola nella voragine delle restrizioni dopo un’estate di zona bianca.

Ancora in aumento i parametri

“La settimana appena conclusa – scrive L’ufficio Statistica del Comune di Palermo – ha fatto registrare ancora un incremento della diffusione del Covid-19 in Sicilia, anche se di minore intensità rispetto alle settimane scorse. Sono aumentati i nuovi positivi, gli attuali positivi, i ricoverati (ordinari e in terapia intensiva), i nuovi ingressi in terapia intensiva e le persone decedute”.

Cosa cambia in zona gialla?

Come detto, in Sicilia, con la fascia gialla, torna l’obbligo di tenere indossata la mascherina anche nei luoghi all’aperto. Unica eccezione ai tavoli dei ristoranti dove la mascherina, per ragioni ovvie, può essere tolta.

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Scure su ristoranti, feste e matrimoni

L’unica altra misura riguarda i ristoranti e le feste di matrimonio, battesimo ecc. I commensali potranno essere solo 4, a meno che non si tratti di conviventi. Un fatto che sta iniziando a provocare disagi e annullamenti di matrimoni che erano stati organizzati per settembre.

Nessuna restrizione sugli spostamenti

Nessuna restrizione per gli spostamenti, nessun coprifuoco, nessuna chiusura di attività commerciali. Non è in vigore nemmeno il coprifuoco. Rispetto alla zona bianca, nessuna modifica alle funzioni del Green pass. Il certificato verde consentirà ad esempio l’accesso a ristoranti e bar al chiuso, nei cinema, teatri, trasporti a lunga percorrenza (treni, aerei e navi).

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Pochi controlli in Sicilia

I siciliani con le temperature ancora alte, sembrano maldisposti ad accettare le nuove restrizioni della zona gialla. “Le persone non vogliono più indossare la mascherina”, ha detto il prefetto di Palermo, Giuseppe Forlani, che ha incontrato venerdì tutti sindaci della provincia palermitana. “Facciamo circa duemila controlli al giorno, 50mila in agosto. Non possiamo però stare appresso a tutti, sono le persone che si devono convincere che le regole vanno rispettate”.

Sistema di colori è superato

Per Cristoforo Pomara del Cts siciliano, invece, con il sistema dei colori, “le misure del giallo non servono a nulla e non fermeranno il contagio”. E “per metà settembre certamente avremo il risultato delle tre settimane precedenti”. Intanto, prima ancora delle scuole, l’ombra delle disdette si abbatte, adesso, sui vacanzieri settembrini e scatena il panico tra gli operatori turistici e pubblici esercenti che prevedono già una contrazione delle entrate del 30%.

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Rischio zona arancione

A preoccupare, però, sono gli alti numeri del contagio, che fanno temere un ulteriore aggravamento delle restrizioni a breve. Tra 21 giorni la Sicilia potrebbe piombare in zona arancione.

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