Animali morti, bosco e stalle in cenere, danni milionari tra Piana, San Giuseppe Jato e Monreale (VIDEO)

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Dopo il grave incendio tra Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e Monreale, adesso è arrivato il momento della conta dei danni. L’incendio sarebbe partito da un cumulo di rifiuti, da un terreno privato, poi si è sviluppato nel giro di pooche ore. Ci sono volute oltre 48 ore per domarlo.

Sono centinaia gli ettari di territorio attraversati dalle fiamme. Centinaia anche gli alberi andati in cenere nella zona di Carpineto e Strasatto, oltre a macchia mediterranea. Ci vorranno decine di anni per poter tornare a rivedere un bosco rigoglioso come quello distrutto.

Ma oltre alle risorse naturali andate distrutte, sono decine le infrastrutture e gli immobili danneggiati dal fuoco. A Monreale, in particolare, il rogo ha attraversato una tenuta. Ad andare completamente distrutta è stata una stalla che ospita alcuni cavalli. “pensavamo che fosse tutto sotto controllo ma nel giro di 5 minuti il vento ha ripreso a soffiare”.

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Per fortuna gli animali sono stati messi in salvo nel giro di pochi minuti ma le fiamme hanno inghiottito completamente la struttura che è andata distrutta. Sono scene tragiche quelle riprese dai proprietari della tenuta.

Non ce l’hanno fatta, invece, numerosi animali ospiti del bosco,uccisi dal fumo o morti carbonizzati. Un intero ecosistema distrutto dalla mano dell’uomo.

I numeri sono impressionanti: ieri in Sicilia sono scoppiati 162 incendi, 124 boschivi e 38 nelle aree urbane. Dall’ultima ricognizione dei forestali regionali antincendio questa notte a Palermo erano ancora attivi 11 roghi, 8 a Catania, altrettanti ad Enna, 5 a Siracusa, 3 a Messina, 2 a Trapani e uno a Caltanissetta e Agrigento. Nella notte in provincia di Palermo i vigili del fuoco e i forestali hanno domato le fiamme nei boschi di Marineo e Misilmeri.

La conta dei danni è per ora una stima grossolana, ma fra boschi andati distrutti, costi degli interventi, danneggiamenti, bonifiche la cifra supererà ampiamente i dieci milioni di euro.

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“La Sicilia brucia, ma cosa ha fatto il governo regionale per prevenire questo disastro? Sono mesi che, al fianco dei sindaci, delle comunità locali e dei rappresentanti dei forestali, chiediamo di attivare un adeguato piano di prevenzione e di controllo del territorio, ma i nostri appelli sono stati del tutto ignorati dal governo Musumeci”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo PD all’Ars.

“In diversi casi i roghi sono conseguenza di vere e proprie azioni criminali – dice Lupo – ma il governo Musumeci ha pesanti responsabilità di fronte al disastro di questi giorni, per ciò che si poteva fare e non è stato fatto. Mi riferisco innanzitutto al mancato potenziamento di uomini e mezzi nell’azione di prevenzione, controllo e contrasto dei rischi di incendi, così come alla verifica sulla realizzazione di viali tagliafuoco. Adesso è necessario accertare eventuali responsabilità di questi ritardi, così come è indispensabile una azione decisa da parte delle autorità competenti per individuare gli autori dei roghi. Ma serve anche la collaborazione e l’impegno da parte dei cittadini e delle amministrazioni locali: chi è a conoscenza, denunci i piromani – conclude Lupo – ed i Comuni si costituiscano parte civile nei processi che li vedranno coinvolti”.

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Intanto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha chiesto al capo del governo nazionale, Mario Draghi, la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione Civile. La richiesta si è resa necessaria di fronte al grave rischio di incendi dovuto alla eccezionale situazione meteoclimatica che interessa l’Isola. L’eventuale riconoscimento dello stato di mobilitazione determinerebbe un concorso straordinario di risorse extra-regionali sia in termini di uomini sia di mezzi appartenenti ai vigili del fuoco e al volontariato.

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