Ripartono i matrimoni con Green Pass tra protocolli, dubbi e speranze

Federmep elenca le principali regole ma ci sono dubbi sul certificato verde

Palermo – Finalmente ripartono i matrimoni e il settore wedding inizia a respirare dopo mesi di stop. Sale ricevimento, fotografi, noleggi auto, wedding planner, sono in fermento in vista del 15 giugno. È la data x in cui si prevede il ritorno delle feste post cerimonia e anche quelle dei matrimoni.

I protocolli per la ripartenza dei matrimoni

Sono stati stilati una serie di protocolli per la ripartenza del settore provato da una lunga fase di stop. I matrimoni potranno ripartire ma con una serie di accorgimenti che dovrebbero garantire sicurezza per sposi e invitati.

Ecco le regole principali elencate dalla Federmep

  • Green Pass obbligatorio ai matrimoni, sia  in zona gialla che in zona bianca. Il ministero della Salute e le regioni ne hanno comunicato l’obbligo anche per le zone bianche. Non si sa però se il certificato verde dovrà essere esibito, consegnato e archiviato dalla sala ricevimenti. Su questo tema vige ancora molta confusione.
  • Quanti invitati possono partecipare al matrimonio? Il numero massimo di presenze contemporanee è definito in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria e alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita dalla sala. Non ci sono limitazioni particolari al numero di persone che possono partecipare al banchetto.
  • Lo spazio tra i tavoli deve garantire la distanza interpersonale di un metro tra i commensali. In ciascun tavolo deve essere garantita la distanza di 1 metro tra i commensali, salvo questi siano conviventi. Non è previsto un numero massimo di commensali al tavolo, poiché dipende dalle dimensioni dello stesso.
  • È possibile il Buffet? Sì! Ma servito dal personale.   È possibile modalità self service ma solo con monoporzione confezionati. È sempre richiesto il distanziamento interpersonale di 1 mt tra i non congiunti ed utilizzo della mascherina.
  • I confetti? Devono essere presentati in confezioni chiuse, monodose. Vietata la classica “confettata” a buffet.
  • Si può ballare ai matrimoni Sì! Ma garantendo il distanziamento interpersonale di 1 mt tra i non congiunti ed utilizzo della mascherina. Gli sposi possono ballare in quanto congiunti. Vietato il ballo in modalità discoteca. Non ci sono intervalli di tempo prestabiliti per la durata dei balli. Consentita la  musica dal vivo, garantendo la distanza di almeno 2 metri tra artisti ed ospiti.

15 giugno ripartono i matrimoni,

 

“Finalmente è stata fissata una data per la ripartenza – dice a Live sicilia Michela Cannatella, presidente del settore Wedding Planner di Confcommercio Palermo – anche se per quanto riguarda il nostro settore è già tardi. Speravamo che ci facessero ripartire il primo di giugno, visto che siamo fermi da ottobre. Per i futuri sposi è stata una rincorsa per trovare una data disponibile per le nozze”.

Ancora tanti i dubbi sul Green Pass

Una ripartenza non facile, lementano gli operatori del wedding, perché le linee guida non sarebbero chiare. In particolare, non è dato sapere chi deve controllare il green pass e l’accesso in sala, o se anche i minorenni devono dotarsi del certificato verde.

“Noi garantiamo il rispetto delle norme di sicurezza nei locali – dice Antonio Cottone, presidente di Fipe Confcommercio Palermo – ma non siamo dei controllori, quindi in merito al limite massimo di 4 commensali conviventi per tavolo (misura che potrebbe tuttavia decadere a breve ndr.) non possiamo verificare i legami di parentela delle persone che siedono al tavolo. C’è tanta confusione, la situazione non è chiara. Dobbiamo interpretare quanto non è stato ben specificato dalla normativa. Le linee guida – aggiunge – sono precise in alcune parti, mentre in altre si lascia a libera interpretazione. Purtroppo, a volte, non sappiamo come leggerle. Per esempio, non si sa se le comunioni devono essere gestite come i matrimoni, c’è poca chiarezza. Probabilmente tutto sarà più lineare dal 21 giugno, quando cadranno i limiti. Intanto, chiediamo direttive più chiare e adatte al settore”.

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