Evasione e fatture false, maxi sequestro di beni ai fratelli Liberto di Belmonte Mezzagno

Sigilli a beni mobili e immobili fino alla concorrenza di 6,4 milioni di euro

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Un grosso giro di false fatturazioni ed evasione fiscale scoperto dalla guardia di finanza. Scatta il sequestro di beni per oltre 6 milioni di euro.

Le fiamme gialle hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili fino alla concorrenza di 6,4 milioni di euro, pari all’IVA ed alle imposte sui redditi evase dagli indagati mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Le indagini coordinate dalla procura di Termini Imerese hanno portato all’esecuzione di 24 misure cautelari personali per le ipotesi di reato, tra le altre, di associazione a delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in relazione all’indebita percezione di finanziamenti erogati dall’Unione Europea e dalla Regione Siciliana nell’ambito dei Programmi di Sviluppo Rurale per un valore di oltre 15 milioni di euro.

Nei mesi successivi, la Procura – che nel frattempo ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e ha formulato apposita richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 36 imputati – ha chiesto al competente GIP anche il sequestro preventivo dei vantaggi patrimoniali conseguiti attraverso l’utilizzo di false fatturazioni.

In base a quanto emerso, il ricorso sistematico a fatture false da parte del sodalizio riconducibile ai fratelli. Giovanni Salvatore Liberto (cl. 79) e Francesco (cl. 76) di Belmonte Mezzagno era finalizzato a documentare costi in realtà non sostenuti in tutto o in parte per la realizzazione di programmi di investimento.

Obiettivo era ottenere i contributi europei e nazionali facendo gravare l’investimento completamente sui bilanci pubblici ma anche un vantaggio fiscale connesso a un indebito risparmio di imposta.

Gli approfondimenti eseguiti dalle Fiamme Gialle palermitane, infatti, hanno fatto emergere l’utilizzo in dichiarazione delle fatture false con una conseguente evasione delle imposte sui redditi e dell’IVA per un importo complessivo pari a circa 6,4 milioni di euro.

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