Musumeci, «La Sicilia non è in emergenza, zone rosse scelta sofferta»

“Oggi, la Sicilia nonostante l’aumento dei contagi nell’ultima settimana non può considerarsi in zona di emergenza”

La Sicilia non è in una condizione di emergenza secondo il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Il Governatore è intervenuto nel corso dell’inaugurazione di un nuovo  reparto al Garibaldi di Catania. 

Ecco cosa ha detto Musumeci sulla situazione in Sicilia

“Oggi, la Sicilia nonostante l’aumento dei contagi nell’ultima settimana non può considerarsi in zona di emergenza”.  Musumeci ha anche parlato delle zone rosse siciliane che sarebbero arrivate per “una scelta sofferta”. 

“Le zone rosse? Non si pensano, – dice Musumeci – si decidono nel tempo di qualche ora, non si pianificano. Se il numero dei contagi è particolarmente alto e arriva la conferma da parte del Dipartimento prevenzione e la richiesta non vincolante dei sindaci, quel Comune viene dichiarato zona rossa. Diventa una necessità per evitare che il contagio possa dilagare e resta sempre una scelta sofferta”.

Tutti i siciliani immuni già dopo l’estate

“La Sicilia ha oggi numeri che ci pongono in testa tra le regioni italiane per le vaccinazioni. Se arrivassero, come sembra i primi di aprile, le quantità di dosi che abbiamo chiesto e che ci sono state promesse, io sono convinto che entro il mese di settembre potremmo immunizzare la stragrande maggioranza di siciliani”. Questo l’obiettivo dichiarato dal presidente della regione Musumeci. 

Poi Razza fa il punto sulle somministrazioni

“Se la metà dei siciliani prenotati non sono andati, c’è stata un’ulteriore ed eguale quantità di siciliani, in target, che invece ha fatto vincere la voglia di vaccinarsi”. Lo ha detto, facendo il punto sulle somministrazioni di dosi di AstraZeneca. Obiettivo di razza è ora di recuperare il tempo perduto.

Il piano siciliano per l’edilizia sanitaria

Secondo il Governatore, con l’emergenza, la Sicilia ha “imparato a rivedere quali sono le necessità del territorio. La sanità, non soltanto in Sicilia, ma in tutto il mondo, ha dovuto fare i conti con una programmazione che debba tenere in grande considerazione le malattie infettive. La terapia intensiva già da anni in Sicilia era carente e per questo noi avevamo lanciato un grido d’allarme con il piano regionale della salute”.
“Alla fine della prossima estate – ha sottolineato il governatore – la struttura sanitaria regionale si sarà dotata di nuovi reparti, di nuovi posti letto in terapia intensiva e sub intensiva, ma anche di centri specializzati per la riabilitazione respiratoria. Segno evidente che abbiamo imparato la lezione che sulla sanità non si risparmia per raggiungere obiettivi concreti, ma si lotta contro gli sprechi. E’ un atto dovuto che noi stiamo compiendo”.

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