Zona rossa jatina, “Colpa di pochi ma ora serve il pugno di ferro”

Così Luciano Crociata, amministratore del gruppo Jato e dintorni e riferimento nel territorio

“Piange il giusto per il peccatore” dice l’antico proverbio siciliano. Ed è proprio il caso di dirlo per San Giuseppe Jato e San Cipirello, che da giovedì prossimo saranno zona rossa per almeno due settimane. Il provvedimento è stato deciso dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, che ha firmato un’ordinanza nel pomeriggio di oggi. La zona rossa sarà in vigore dal 25 febbraio.

“Non ci stiamo davvero facendo mancare niente”

Ed è Luciano Crociata, jatino doc, amministratore del gruppo Jato e Dintorni e punto di riferimento per molti, che commenta la decisione del Presidente della Regione. “Non ci stiamo davvero facendo mancare niente – dice Crociata -. I nostri due paesi commissariati e il triste primato per ambedue i paesi di essere dichiarati zona rossa“.

Serve il pugno di ferro

“Chi dobbiamo ringraziare per esserci ridotti fino a questo punto?”, è questa la domanda che Crociata pone ai concittadini.  “Sicuramente dobbiamo ringraziare la gente senza cervello che ha continuato, impunita, a non rispettare nessuna regola di questo mondo per contrastare il proliferare dei contagi. Speriamo che le nostre forze dell’ordine usino il pugno di ferro altrimenti saremo davvero nei guai”.

Due virus a San Giuseppe e San Cipirello

Dello stesso avviso l’avvocato di San Giuseppe Jato, Romina Lupo, secondo cui la zona rossa è “una decisione che arriva dall’alto e necessaria per fare fronte a due virus insidiosi”.  Il riferimento di Romina Lupo oltre che al covid è a un altro virus che imperversa. “Un tarlo – afferma sulla sua pagina Facebook -, che da sempre vive in noi siciliani, in noi jatini, nella nostra polivalente e stratificata ‘cultura’ o meglio indole, lo stesso che ha fatto da humus alla mafia, alla connivenza, alla sottomissione alle invasioni (passate e presenti) e al potente/potere di turno; un virus credevo difficile da sradicare ma ora son certa impossibile: durante questi mesi di pandemia ho visto gente accusare il vicino di pandemia colposa nel modo di subdolo e meschino – un porta a porta da cortile con un utilizzo improprio di Facebook – e ho visto lo stesso accusatore essere così codardo, non solo da non denunciare a chi di dovere, ma da pretendere che altri lo facessero per lui. E la cosa più bella è stato vedere lo stesso accusatore, perbenista e moralista sugli altri, avere contatti stretti con positivi e diventare positivo e chiedere l’anonimato”. “Io invoco gli arresti domiciliari – aggiunge – per chi non rispetta la salute altrui e non comprende neppure di mettere in pericolo la propria e quella dei propri familiari”. 

Il pensiero alle vittime dell’emergenza

Il pensiero della Lupo va infine ai commercianti, agli operatori nel settore dei bar e della ristorazione. “Loro Sono loro le vittime della nostra stupida ignoranza, a loro tutti noi dovremmo chiedere umilmente scusa”.

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