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Il business dei morti, a Monreale si decide per un nuovo camposanto

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A Monreale è attesa la votazione in Consiglio comunale per l’approvazione di una variante al piano regolatore generale per la costruzione di un nuovo cimitero a Pioppo, in contrada Renda. Il centro normanno in queste settimane si è diviso tra sostenitori del sì e del no, tra favorevoli e contrari. Un’opera, quella del nuovo cimitero, che potrebbe dare una boccata di ossigeno all’attuale camposanto monrealese ma dalla quale, almeno a quanto sostiene una parte di consiglieri comunali e di cittadinanza, se realizzata, l’amministrazione non ne trarrebbe vantaggio alcuno.

Un project financing per la costruzione del cimitero

Il progetto di costruzione di un nuovo cimitero a Pioppo è stato presentato nel 2014 da una rete d’imprese. Nel 2017 la giunta dell’allora sindaco monrealese Piero Capizzi ne dichiara la pubblica utilità ma il progetto non viene inserito nel Piano Triennale delle Opere pubbliche. Il Comune cade infatti in dissesto. Il progetto del nuovo Cimitero di Monreale, intanto, ottiene l’ok da parte di Soprintendenza, Genio Civile, Ispettorato Foreste, Urbanistica. Il piano arriva in Consiglio  nell’ultima seduta della legislazione Capizzi ma la variante non viene approvata, essendo venuto meno il numero legale. Il piano torna così sotto l’analisi e il Consiglio ritira la proposta al fine di meglio capire la bontà del progetto, a tutela degli interessi del Comune. Il progetto viene analizzato dal punto di vista tecnico e finanziario dagli uffici comunali e le Commissioni II e III danno parere contrario alla variante. Il progetto subisce alcune modifiche e torna adesso in Consiglio Comunale.

Il fronte del No

A Monreale è largo il fronte del No alla costruzione del nuovo Cimitero e tante sono le ragioni in tal senso. Principali sostenitori della battaglia sono il Comitato Pioppo Comune e il movimento politico il Mosaico, attualmente in maggioranza. In particolare, vengono contestati la convenienza dal punto di vista finanziario e la scelta del sito (Piano Renda). Tra le forze politiche e i sindacati c’è anche chi è d’accordo alla realizzazione di un cimitero ma in un sito diverso da quello Identificato e dalle dimensioni ridotte.

Il fronte del Sì

L’opportunità di un Cimitero per Monreale si rafforza con la mancanza di posti all’interno dell’attuale camposanto. Sarebbero 170 le bare a deposito attualmente. Secondo alcuni consiglieri, la costruzione di un nuovo cimitero darebbe respiro all’atavica penuria di posti. Il project financing, inoltre, darebbe al Comune un’opera a costo zero, che andrebbe ai privati per i primi 25 anni, e che poi passerebbe al 100% sotto gestione pubblica. Insomma, c’è chi crede che potrebbe rivelarsi un affare avere un cimitero nuovo di zecca praticamente senza spendere un centesimo.

I dubbi sulla gestione dell’attuale cimitero

Ma davvero Monreale, come tutti gli altri comuni, ha davvero bisogno di un nuovo cimitero o basterebbe una gestione più accorta dei luoghi attuali? A questa domanda rispondono i fatti di cronaca. Il cimitero di Monreale, di recente è stato protagonista di una grossa inchiesta della Procura di Palermo. I magistrati hanno ricostruito un presunto giro illegale di compravendita di loculi. Tra i 27 indagati ci sono ex politici, impresari del luogo, medici dell’azienda sanitaria, dirigenti e dipendenti comunali. Attualmente il Cimitero di Monreale è stato affidato a una ditta esterna con il conseguente aumento dei prezzi a carico dei cittadini,

Il business dei morti

A pesare c’è anche un’altra inchiesta che ruota attorno al business dei morti. È quella del Cimitero di San Martino delle Scale, frazione monrealese, ribattezzato il “Cimitero degli Orrori”. Qui una famiglia si sarebbe letteralmente impossessata di quel piccolo cimitero che si trova sui monti di Monreale, scavando nuovi loculi, spostando bare, sotterrando e facendo sparire anche i resti di qualche morto, come hanno ricostruito i Carabinieri di Monreale. In sostanza, in Sicilia, lo dicono le numerose inchieste sui cimiteri sui tavoli delle Procure, che talvolta hanno anche portato allo scioglimento di alcuni comuni, la gestione dei morti è un business.

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G. Ferraro

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G. Ferraro