La Sicilia verso il lockdown a febbraio, situazione complicata

Dopo l'annuncio di Musumeci, anche il sindaco di Palermo invoca il lockdown totale

  • Lockdown totale in Sicilia, lo invoca il sindaco di Palermo
  • Musumeci e l’ultimatum ai siciliani
  • I ritardi nei vaccini, la situazione si complica

“La zona rossa non funziona”, “La Sicilia rischia un altro lockdown”.

Questi i titoli dei quotidiani oggi e anche il sindaco di Palermo continua a invocare provvedimenti restrittivi.

“L’ho già detto e lo ripeto – dice il primo cittadino del Capoluogo – meglio subito  che permetta davvero di combattere la diffusione dei contagi e permetta davvero di garantire ristori e assistenza economica adeguata, invece di questa “zona rosa pallido” che non blocca alcunché e non garantisce aiuti economici a chi rischi di perdere il lavoro, il reddito, la propria attività economica. Così rischiamo una agonia che duri mesi senza risolvere i problemi”.

L’ultimatum di Musumeci ai siciliani indisciplinati

Ieri il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha voluto porre una sorta di ultimatum alzando il livello di attenzione. Il presidente ha ipotizzato la dichiarazione di un lockdown totale alla fine di gennai se i contagi non dovessero calare. Il lockdown dovrebbe essere dichiarato, una volta rivisti i parametri, il 31 gennaio.

“Siamo molto allarmati perché i siciliani non hanno capito la gravità del momento. E se il contagio non dovesse abbassarsi, alla fine del mese adotteremo ulteriori misure restrittive di intesa con il governo nazionale: non escludo si possa arrivare a un lockdown come quello della scorsa primavera”. Queste le parole del Governatore che starebbe anche pensando di inviare una nota a prefetti e sindaci al fine di intensificare i controlli.

Preoccupano anche i ritardi nei vaccini

La campagna di vaccinazioni non fa altro che aumentare la preoccupazione di Musumeci. I ritardi di Pfizer si stanno facendo sentire e la situazione è più complicata del previsto visto che ieri Arcuri ha annunciato nuovi ritardi nelle forniture. “Abbiamo ricevuto il 29% in meno di fiale e riceveremo ancora il 20% in meno anche la prossima settimana. Abbiamo dovuto ridurre di quasi due terzi le dosi somministrate e creato così una diseguaglianza nel territorio con alcune regioni che hanno avuto quasi il 60% di dosi in meno”. La speranza è anche negli altri vaccini che dovrebbero iniziare ad arrivare nei primi tre mesi dell’anno. L’unica cosa certa è che per i prossimi 15 giorni si andrà avanti solo con le seconde dosi.

Facebook Ricevi le nostre news su Facebook Metti mi Piace

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.