Covid-19, verso le “Zone Rosso Scuro”, la proposta dall’Europa

Saranno dichiarate nelle regioni europee con un alto tasso di positività al Covid-19

  • Zone rosso scuro per le regioni con più positivi
  • Viaggi non essenziali scoraggiati dall’Ue
  • Chiesta una accelerazione all’approvazione dei nuovi vaccini

L’Europa chiede di potenziare la guerra al Covid-19 con provvedimenti più rigorosi e più vaccini approvati

Mentre in Italia i contagi restano altri e la curva epidemiologica segue un trend stabile, dall’Europa arriva la proposta dell’istituzione di “zone rosso scuro” per le Regioni a più alto tasso di positività. I governi adesso valuteranno la proposta. In Italia potrebbe essere recepita tramite il prossimo Dpcm. Intanto viene chiesto ai Paesi dell’Ue di dare una accelerata all’approvazione degli altri vaccini.

Zone “rosse scuro”, accelerazione dei tempi per l’approvazione di nuovi vaccini e mutuo riconoscimento dei test diagnostici per il Covid-19. Questi sono i principali risultati della videoconferenza tenutasi ieri sera tra i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione europea.

Obiettivo comune:  contenere la pandemia

L’obiettivo principale è contenere l’epidemia e, allo stesso tempo, evitare la chiusura delle frontiere all’interno dell’Ue. A tal fine, i leader hanno concordato l’introduzione di “zone rosso scuro” per quelle regioni europee con un alto tasso di positività al Covid-19. Per partire da queste aree zone saranno necessari test preventivi e quarantena all’arrivo. Inoltre, come ha sottolineato la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, in conferenza stampa, “tutti i viaggi non essenziali devono essere altamente scoraggiati”.

“Più veloci nell’approvazione dei vaccini”

I leader nazionali hanno chiesto anche all’Agenzia europea dei medicinali (Ema) di accelerare il processo di approvazione degli altri vaccini sotto esame, in primis quello Oxford-AstraZeneca, per il quale si attende l’ok definitivo entro la fine della prossima settimana. Non è ancora tempo, invece, di parlare concretamente di passaporti vaccinali.

“Bisogna tenere in considerazione i risvolti politici tra cui il rispetto dei diritti e dei dati personali delle persone”, ha chiarito Von der Leyen, lasciando comunque intuire che la discussione su questo passaporto non è stata bocciata ma solo rinviata a un prossimo futuro. (DIRE)

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