Sicilia Zona Rossa a metà, no a visite ai parenti ma scuole aperte

La Sicila doveva essere inserita nella fascia arancione secondo i dati del governo

La Sicilia zona rossa… ma non troppo. Se il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha annunciato misure più restrittive – visite ai parenti vietate ad esempio – la scuola continua a restare aperta fino alle medie. Scoppia la polemica.

Ieri il governo nazionale ha ceduto alle pressioni di Musumeci inserendo la Sicila nella fascia rossa. Il. Governatore aveva chiesto il massimo delle restrizioni vista l’impennata di contagi e ricoveri.

La Sicila doveva essere inserita nella fascia arancione ma Musumeci ha sottolineato “la condivisione che il ministro Speranza ha voluto fare della nostra richiesta di istituire in tutta la Sicilia la zona rossa” .

Musumeci ha anche evidenziato che le restrizioni “senza misure di vigilanza e le necessarie sanzioni rischiano di essere inutili» e ha rivolto un appello a prefetti e sindaci «perché le forze dell’ordine e la polizia municipale possano essere mobilitate”.

Se tanti siciliani si dicono favorevoli alla zona rossa, tanti discutono i provvedimenti. Se la zona rossa prevede il divieto di ogni spostamento anche all’interno dei comuni, vietata anche la possibilità di andare a casa di amici e parenti in due persone. Molti criticano la scelta di far tornare in classe gli studenti.

“Torneranno in classe i ragazzi delle elementari e della prima media – ha evidenziato Musumeci – mentre per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado varrà la didattica a distanza”.

Il Partito democratico parla di “ennesimo pasticcio Musumeci-Razza con l’assessore Lagalla”. Critico anche il M5S. “Musumeci non avrebbe dovuto scaricare le sue responsabilità su Roma e avrebbe dovuto prevedere la massima restrizione solo per i centri dove l’avanzata del virus è fuori controllo”.

Intanto asili nido, scuola dell’infanzia, primaria e primo anno della scuola secondaria di primo grado tornano in presenza con l’obbligo di indossare la mascherina, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso del dispositivo di sicurezza.

La Regione, intanto, sta programmando attività di screening, con tamponi antigenici rapidi, per alunni e docenti afferenti alla scuola primaria e secondaria di primo grado che rimarranno in presenza.

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