A Terrasini lacrime al funerale di Vito, la sua anima riposa nella Nuova Iside (VIDEO)

Monsignor Pennisi si è unito all'appello per fare luce sulla tragedia della Nuova Iside

Tutta Terrasini si è stretta attorno alla bara bianca di Vito Lo Iacono. Terza vittima del naufragio della Nuova Iside. Da quel 12 maggio una sofferenza immane per la famiglia che, a 7 mesi dalla tragedia, potrà avere una giusta sepoltura. Questa mattina, nella chiesa madre di Terrasini sono stati celebrati i funerali del giovane comandante del motopesca Nuova Iside, Vito Lo Iacono. L’arcivescovo di Monreale Mons. Michele Pennisi ha celebrato le esequie.

La bara bianca era centro della chiesa, con le spoglie del giovane, morto assieme al padre Matteo e il cugino Giuseppe. “In tempo così breve ha concluso la sua vita terrena – ha detto Pennisi nel corso della sua dolorosa omelia -. Vito ha trovato la morte a 26 anni, e dopo 7 mesi potrà trovare una sepoltura. Una immane tragedia che ha colpito le marinerie di Cinisi e Terrasini. Le morti sono brutte ma quelle che arrivano per guadagnare il pane sono ancora più brutte. Dobbiamo porre l’attenzione su queste tragedie”.

Monsignor Pennisi si è unito all’appello per fare luce sulla tragedia della Nuova Iside. Le indagini della Procura puntano su un presunto speronamento da parte della petroliera Vulcanello, che non avrebbe notato nel radar la presenza del peschereccio. “Chiediamo con forza alle Autorità competenti a non rimanere indifferenti per ricercare la verità e la giustizia per la Nuova Iside e che siano chiarite al più presto le modalità di quest’ennesima tragica morte in mare. Oggi nell’esprimere vicinanza ai familiari vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai pescatori, chiedendo alle Istituzioni maggiori diritti e maggiore sicurezza per i lavoratori del mare”.

Pennisi ha espresso vicinanza anche alle famiglie dei pescatori partiti da Mazara e attualmente sequestrati in Libia. “Vorrei essere oggi anche vicino alle famiglie dei pescatori partiti da Mazzara che sono ancora pretestuosamente detenuti in Libia e vorrei invitare le Autorità competenti a fare tutto il possibile per farli rientrare in famiglia prima del Natale”.

“Vito era un marinaio con un amore grande per il mare da averne fatto il lavoro della sua vita. La sua fatica quotidiana è diventata un vero sacrificio d’amore, pagato col prezzo altissimo della vita stessa”. Oggi il corpo di Vito potrò finalmente riposare in pace dopo essere riaffiorato a giugno, a un mese di distanza a San Ferdinando, in Calabria. Non un caso per i familiari, forse vito ha voluto dire qualcosa.

“Invochiamo per la sua mamma Rosalba, la sorella Rossana, i nonni Lia e Vito, per i parenti, i marinai e gli amici tutti invochiamo la consolazione della fede nella comunione dei santi e il conforto della speranza cristiana nella vita eterna, affinché questo momento solenne di preghiera, doni a tutti quel balsamo divino capace di guarire questa terribile ferita”.

“Ritengo che quella di oggi non sia l’occasione adatta per la polemica, per alzare i toni – ha detto il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci -; La magistratura, i legali, anche una famosa trasmissione televisiva e la stampa, stanno facendo il loro dovere, a volte seguendo dei percorsi complessi, con dei tempi sicuramente poco consoni a un paese moderno, ma io credo che la verità alla fine emergerà. E la presenza di Vito, qui tra noi, abbracciato dalla sua comunità, non servirà ad altro che a supportare con ancora maggiore vigore la richiesta di giustizia per la Nuova Iside”.


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