Spostamenti a Natale, Governo studia deroghe solo per i piccoli Comuni

Speranza: "Se ho un dubbio è che a Natale bisognerebbe stringere ancora"

Sarà un emendamento al Decreto legge a dare il via libera agli spostamenti tra Comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno. Si fa sempre più probabile l’apertura del Governo a questa possibilità. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nelle ultime ore non ha cambiato idea sulla possibilità di dare di concedere di potersi spostare da un Comune all’altro durante le feste nonostante la contrarietà del Ministro alla Salute, Speranza.

Sono due le ipotesi al momento. Si potrebbe procedere tramite l’approvazione di un emendamento al Dpcm nel corso di un Consiglio dei Ministri oppure potrebbe essere il Parlamento a decidere. La modifica, intanto, sembra quanto mai probabile. “Non possiamo consentire che ci siano occasioni di convivialità in quei giorni ha detto oggi il Premier Conte -. Se il Parlamento vuole consentire una deroga solo per i comuni più piccoli ben venga, il Parlamento è sovrano”. La soluzione è quindi quella di approvare un emendamento al decreto sul Natale durante la fase di conversione in legge. Tra i ministri, però, restano non poche divisioni.

La possibilità di sposarsi da un Comune all’altro potrebbe riguardare quindi solo i Comuni più piccoli e non le grandi città. L’idea allo studio del Governo è di consentire una deroga a chi vive in comuni con meno di 5mila abitanti – considerati più penalizzati rispetto alle grandi città – o allentare la misura in modo generalizzato a livello provinciale.

Come detto, contrario alle deroghe sugli spostamenti è il ministro alla Salute. “Se ho un dubbio è che a Natale bisognerebbe stringere ancora, invece che allentare. Abbiamo davanti ancora tre o quattro mesi difficili, dobbiamo tenere duro”. A dargli man forte è il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, che dice “no agli allentamenti, perché sarebbe da irresponsabili” e “si” a dei “piccoli chiarimenti per i comuni piccoli e di confine: se serve modificare si farà“. Poi si allinea alla posizione del premier: “Il Parlamento è sovrano”.

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