Musumeci deluso dal Dpcm di Conte sui limiti ai matrimoni: ultimatum al Governo

Musumeci: "Non c'è coerenza nel Dpcm"

C’è delusione in Regione dopo l’approvazione del Dpcm del presidente del Consiglio Conte che ha imposto nuove limitazioni in tema di celebrazioni e sport. Lo ha confermato il presidente della Regione Nello Musumeci (LEGGI QUI) che adesso invia una sorta di ultimatum all’Esecutivo. Musumeci ha chiesto al Governo di rivedere uno dei provvedimenti che hanno fatto storcere il naso a tanti. Si tratta del limite minimo di invitati ai matrimoni che scenda a soli 30.

Il parere negativo di Musumeci al Governo

Musumeci aveva dato parere negativo a questo provvedimento che pesa come un macigno su un settore in forte crisi. Il settore wedding a stento si era ripreso dal blocco del lockdown. In queste ore i telefoni di sale trattenimento, chiese, fotografi, musicisti non smettono di squillare. Tutte le coppie che avevano pianificato il matrimonio in queste settimane stanno annullando tutto o rimandando a tempi migliori.

“Questo avviene – ha detto il presidente Musumeci – proprio quando la Regione siciliana ha varato un bonus per le coppie che vogliono sposarsi. Abbiamo detto che il nostro parere era fortemente vincolato e abbiamo dato un paio di giorni al governo Conte per potere rimediare”. Un ultimatum insomma che difficilmente il Governo accoglierà. Domani si potrebbe assistere dunque ad un duro scontro istituzionale che vede schiarati da un lato il Governatore e le associazioni di categoria e dall’altro il Governo, deciso a “bloccare” gli assembramenti nei matrimoni.

Musumeci: “Non c’è coerenza nel Dpcm”

“Non c’è coerenza. Non possiamo da un lato consentire che sull’aereo due persone sconosciute stiano una accanto all’altro e dall’altro imporre un limite di 30 persone per partecipare ad una cerimonia nuziale che di solito accade una sola volta nella vita”.

Intanto sono numerose le associazioni di categoria sul piede di guerra contro il Dpcm di Conte.

Un nuovo Dpcm che pesa come un macigno sulla testa di un milione di occupati, di cui 700 mila solo stagionali, la cui unica fonte di sostentamento è il lavoro nel settore wedding ed eventi”.  È con queste parole che, unanime, il movimento spontaneo, Italian Wedding Industry, partito dalla Sicilia torna a farsi sentire dopo che  il settore sta per “dire addio”, definitivamente, alla leadership mondiale che aveva guadagnato negli ultimi 25 anni.