Dpcm, Musumeci tratta deroghe su matrimoni e orari ristoranti

In Sicilia si potrebbe ipotizzare una diversificazione dei limiti di presenze alle cerimonie

La Sicilia potrebbe ottenere una deroga al Dpcm del Governo, garantendosi alcune misure meno stringenti rispetto a quelle contemplate dal documento di Conte. Sarebbe in atto un confronto serrato tra alcuni Governatori regionali e il Ministro alla Salute Speranza al fine di arrivare ad un accordo che accontenti tutti. Il Governatore Musumeci è uno dei presidenti di Regione che ha criticato il Dpcm.

In Sicilia si potrebbe ipotizzare una diversificazione dei limiti di presenze alle cerimonie. «Se non c’è buffet, ma servizio al tavolo, che motivo c’è per avere vincoli che non ci sono in un locale aperto al pubblico?». Questa è una delle perplessità che potrebbe avere un risvolto concreto nelle prossime ore.

In Sicilia si potrebbe anche giungere a una maggiore flessibilità degli orari serali di ristoranti e pub, con la possibilità di regolarsi rispetto all’ingresso dei clienti e non alla chiusura tout court. Intanto Musumeci tarda a firmare una propria ordinanza, proprio perché in attesa di conoscere le decisioni del Governo sulla concessione di deroghe.

Il ministro Roberto Speranza, dal canto suo, avrebbe già interrogato il Comitato scientifico sulla fattibilità di alcune concessioni. Si tratta di due o tre misure specifiche, su cui il governo potrebbe concedere una deroga, rispetto a eventuali ordinanze, con testi concordati, che non sarebbero impugnate da Palazzo Chigi. Nelle prossime ore se ne saprà qualcosa di più.

Nello Musumeci (così come gli altri suoi colleghi governatori) quindi non dovrebbe firmare alcuna ordinanza che possa diversificare in Sicilia alcune delle regole fissate dal decreto del presidente del Consiglio. I provvedimenti permessi alle Regioni sono di tipo più restrittivo rispetto al quadro nazionale. Quindi Musumeci preferirebbe attendere le decisioni dell’esecutivo.

«Siamo rimasti fino alla mezzanotte a discutere con Palazzo Chigi. Abbiamo dato l’assenso, diverso il nostro parere per quel che riguarda la norma che prevede limitazioni allo svolgimento di cerimonie nuziali, feste e ricorrenze. È una assurdità perché si compie un atto di ingiustizia», dice Musumeci.